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Barcellona (3 - 9 aprile 2011)

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alcuni scorci di Barcellona

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Domenica 3 aprile

Partiamo da orio al Serio alle 11.15 in perfetto orari oe dopo un volo tranquillo arriviamo a Barcellona alle 12.45. Un consiglio: fate molta attenzione al peso e alle dimensioni del bagaglio perché non lasciano passare nulla oltre i limiti! Ho visto vari passeggeri che hanno dovuto pagare l'imbarco di bagagli di poco fuori standard.

A Barcellona con 5.30 a testa prendiamo la navetta che porta in centro. Scopriremo poi che a breve distanza c'è anche il treno per poco più di un euro, ma la navetta è comodissima perché è appena fuori dall'uscita del terminal. In poco più di 20 minuti siamo a Placa Catalunya, il centro del mondo per Barcellona. E' davvero grandissima e piena di gente. Il benvenuto ce lo da una marea di ragazzi che fanno a cuscinate in mezzo alla piazza.

Vogliamo prendere la Barcelona card che permette di usare tutti i mezzi pubblici senza più pensare ai biglietti oltre ad avere sconti nei musei e alcuni megozi e ristoranti. Dura per massimo 5 giorni (prezzo 45 € a persona), quindi preferiamo farla partire da domani. Per oggi prendiamo un biglietto per 10 corse a 7.75, che possimao usare anche in due. Visto che un biglietto singolo costa 1.45€ conviene sicuramente.
Prendiamo la metro e in 4 fermate siamo a Muntaner dove troviamo il nostro albergo a pochi passi dall'uscita. Comodissismo! Ci accoglie un ragazzo gentilissimo che parla pochissimo inglese, ma tra una lingua e l'altra ce la caviamo lo stesso e otteniamo le chiavi per la stanza. Tra l'altro, ci "ostiniamo" con l'inglese a Barcellona solo per un giorno poi ci rendiamo conto che con l'italiano ci si capisce molto meglio e tutti sono gentilissimi e disposti a fare qualche sforzo.

La stanza è abbastanza confortevole. Ha la camera da letto separata dalla zona giorno dove c'è la cucina con tavolo, divano letto e una bella Tv piatta. Dà su un cortile interno piuttosto bruttino ma non c'è nessun problema, anzi è molto meglio che essere sulla strada trafficata. La stanza pecca un po' nei dettagli ma va sicuramente benissimo. In bagno oltre al phone ci sono prodotti vari tra cui persino una spugna, un pettine e, utilissima per i bagagli al ritorno, una pesa persone. Manca forse un microonde per chi vuole utilizzare la cucina, ma per noi è più che sufficiente avere il frigorifero.

Dopo esserci sistemati, facciamo due passi nel quartiere. Non è una zona turistica ed essendo domenica i negozi sono chiusi. E' molto tranquillo e non c'è traffico. Troviamo a pochi isolati di distanza una birreria con tavolini all'aperto, "Marcel", così ci fermiamo a mangiare due buoni panini caldi.

Più tardi prendiamo la metro e torniamo a Placa Catalunya. All'Ufficio del turismo, che si trova sotto la piazza, compriamo la Barcelona card. Se non passate di lì però non preoccupatevi perché ci sono postazioni in tantissimi punti della città. Con la card ci danno anche una brochure con tutti gli sconti previsti e un'utilissima cartina della città.

Siamo un po' stanchi quindi per oggi evitiamo La Rambla, sempre affollatissima, e ci dirigiamo verso la più tranquilla rambla Catalunya. Camminiamo un po' lungo questo bellissimo viale alberato con un larghissimo marciapiede al centro poi decidiamo di fermarci per cena da Taller de tapas. Non resistiamo alla prima paella spagnola anche se i piatti di tapas che passano sono molto invitanti. Devo dire che la paella non era all'altezza delle aspettative anche se non era male. D'altr parte la paella non è proprio tipica di Barcellona.

Lunedì 4 aprile 2011 - Parc Guell - Casa Battlò - La Rambla - Barceloneta

Ci alziamo abbastanza presto e dopo colazione ci dirigiamo a piedi verso il Parc Guell, una delle più famose creazioni di Antoni Gaudi. Non è molto distante e intanto che camminiamo ci ambientiamo in città. Devo dire che usciamo ci accorgiamo subito di quanto sia diveersa la città rispetto a ieri. La strada è trafficatissima e c'è un gran baccano.

Quando arriviamo all'ingresso del parco ci sembra di essere catapultati in un moldo da fiaba. E' davvero difficile da descrivere tanto è particolare. Le forme arrotondate e i colori delle ceramiche danno ad ogni edificio, oggetto, dettaglio, una connotazione del tutto particolare e fantastica.
Passeggiamo per il parco che, nella concezione originale mai attuata, doveva diventare una zona residenziale per gente facoltosa. C'è parecchia gente ma il parco è grande e ci si muove bene. Arriviamo in cima, da dove si dovrebbe vedere il luccichio del Mediterraneo. Purtroppo però c'è foschia e questo spettacolo è un po' rovinato. Vale comunque la pena andare ad ammirare i particolari.

Usciti dal parco dediciamo di visitare casa Battlò e per arrivarci prendiamo l'autobus. Useremo questo mezzo molto spesso, più della metropolitana, così che anche gli spostamenti facciano parte della visita. Il biglietto d'ingresso è carissimo e anche con lo sconto del 20% spendiamo 29 € in due con le audioguide. Comunque non ne siamo pentiti perché anche questa visita si rivela incredibilmente affascinante per l'unicità delle soluzioni architettoniche, i colori, l'atmosfera da fiaba. Sembra di trovarsi all'interno del Nautilus in un mare colorato e luminoso. Un consiglio: se non siete esperti in materia, non rinunciate alle audioguide nei vari monumenti. Sono fatte davvero bene e permettono di cogliere dettagli altrimenti difficili da notare.

Pranziamo alla Baguetina, poco distante da casa Battlò, dall'altro lato della strada. Sembra un locale spartano che da panini già pronti farciti vario modo. Dato che è tardi e siamo affamati, ci sediamo senza farci troppi problemi. Le baguette non sono male ma il conto finale ci fa svenire. Sono circa un quarto di una baguette francese e costano 7,50 l'una. Terribile! Scopriamo poi che è una catena e ce ne sono altre che abbiamo evitato accuratamente.

Dopo pranzo, riprendiamo l'autobus e ci dirigiamo verso il "cuore" di barcellona, la omni presente Placa Catalunya. Da qui ci incamminiamo sulla celeberrima Rambla. La Rambla è molto diversa dalle altre per la presenza di tante, ma davvero tante, bancarelle che portanto un costante fiume umano da Placa Catalunya verso il mare. La Rambla infatti dopo un paio di km termina al porto turistico. Vale quindi la pena fare una bella passeggiata tra bancarelle di souvenir e fiori, ritrattisti e figuranti di vario genere. Dicono che questa è una delle vie in Europa con il più alto tasso di scippi. Facile crederlo con tanta gente però noi non ci siamo mai sentiti minacciati. Siamo stati attenti ma niente di più.

Arrivati al porto siamo un po' stanchi quindi prendiamo un autobus che dopo poche fermate ci lascia alla spiaggia di Barceloneta. Non abbiamo portato i salviettoni (che saranno fissi nello zaino da domani in poi) quindi ci arrangiamo un po'. La spiaggia è grandissima e pulitissima e c'è parecchia gente anche se non è troppo affollata. Qualche temerario entra persino in acqua. Oltre alla spiaggia, devo dire che tutta la città è pulitissima e bene organizzata. Non ci siamo mai persi o sentiti in difficoltà, almeno di giorno. Noi poi tornavamo presto la sera quindi non saprei dire per la notte. Tutto sembra molto efficiente e sistemato a dovere. Gli autobus sono in orario nonostante il traffico e a bordo un display mostra la prossima fermata e quali linee, anche di metro, incrocia. Comodissimo!

Per cena torniamo da taller de tapas e questa volta ci lanciamo in questa recente moda spagnola. Non c'è locale a Barcellona che ne sia totalmente estraneo. Per chi non lo sapesse le tapas sono gli stuzzichini. Ognuno li interpreta a modo suo quindi ce ne sono tantissimi tipi. In questo locale si tratta di piccole porzioni di piatti cucinati, in altri possono essere più simili ai nostri aperitivi con tartine, crocchette, salatini ecc. Noi ceniamo prevalentemente a base di assaggi di pesce e spendiamo 48 € vino compreso. Non è molto vista la cena.

Una considerazione sugli orari. Gli spagnoli rispetto a noi, soprattutto nel nord Italia, sono avanti di almeno un paio d'ore. L'ora di punta la mattina è verso le 10, il pranzovero le 14 e la cena non prima delle 21.30-22.00. Nelle zone maggiormente turistiche si mangia tutte le ore con la sola differenza che verso le 20 nei locali ci sono sono turisti. Se però ci si addentra di poche centinaia di metri in vie meno frequentate le cucine sono chiuse fino a tardi.

Martedì 5 aprile - Sagrada Familia - Quartiere Gotico - Barceloneta

Per la Sagrada Familia, maestosa opera incompiuta di Gaudi, mettete in preventivo almeno un paio d'ore se non di più perché le merita davevro tutte. Noi arriviamo verso le 10 e c'è un po' di coda che però si risolve abbastanza velocemente. Il biglietto d'ingresso con audioguida costa 29€ in due. Anche qui è piuttosto caro ma serve per finanziare il cantiere. Proprio quest'anno la cattedrale è stata consacrata dopo la copertura totale del tetto. I lavori però saranno ancora lunghissimi quindi ci sono varie parti nascoste dalle impalcature e enormi gru svettano tutt'intorno. Stiamo assistendo alla costruzione di una maestosa cattedrale con un lavoro che continua per generazioni. Sembra una cosa d'altri tempi eppure sta succedendo e anche noi ne siamo testimoni. A parte il cantiere comunque lo spettacolo è meraviglioso, soprattutto all'interno. Le navate sono alte 45 metri e le colonne partono da terra come tronchi di grandi alberi ed ad una certa altezza si diramano. L'insieme dà la sensazione di un bosco incantato. Le vetrate, coloratissime, sono un altro aspetto di grande impatto visivo, come i giochi che la luce crea e che cambiano in continuazione al passare delle ore.
All'esterno le due facciate meritano di essere studiate un po' perché sono assolutamente diverse tra loro e comunque entrambe bellissime.
Non credo esista un'altra chiesa costruita in epoca moderna che possa eguagliare la Sagrada Familia.

Dopo la visita ci portiamo nel quartiere Gotico, la città vecchia, e passeggiamo per le viuzze piene di negozi. Sembra di essere in un'altra città adesso che ci siamo abituati ai larghi e interminabili viali. Dopo un panino per pranzo, torniamo in spiaggia a Barceloneta, sempre in autobus. Questa deve essere una vacanza rilassante e dopo tanto camminare abbiamo bisogno di una sosta. Inoltre le distanze qui sono davvero enormi quindi anche muoversi in autobus o metro da un posto all'altro fa trascorrere un sacco di tempo.
Per cena scegliamo Los Caracoles, un vecchissimo ristorante piuttosto famoso e ormai credo parecchio turistico. La struttura comunque è davvero bellissima e particolare. Pensate solo che l'ingresso è in cucina! E' su più piani e ovunque ci sono cimeli del passato. La paella qui è piuttosto rinomata e non restiamo delusi. I dolci poi sono davvero paradisiaci. Paella di pesce per due, vino, acqua e due dessert: 62€. All'uscita poi siamo in una viuzza della città vecchia con tutte le botteghe aperte e a due passi dalla Rambla che scoppia di vita.

Mercoledì 6 aprile - Museo Picasso - Arc del Triomph - Parc de la Ciutadela

Per questa mattina è prevista una visita al Museo di Picasso, con opere dedicate soprattutto alla prima fase artistica del famosissimo artista. Bello l'allestimento e anche la costruzione che lo ospita. Il biglietto per 2 con audioguida è 16€. Per l'audioguida chiedono un documento. Io avevo solo la fotocopia del mio, che era in hotel, ma lo hanno accettato comunque.
In zona c'è anche la Cattedrale che purtroppo per noi è completamente "impacchettata" per lavori quindi non riusciamo ad ammirarla.
Dopo il museo ci dirigiamo verso l'Arc del Triomph non molto distante da qui. Sembrano davvero dei mini Champs Eliséés con il lungo viale che porta dall'arco fino al parc de la Ciutadela. Anche il parco merita una visita soprattutto perchè viene utilizzato da tutti anche per stendersi a prendere il sole quindi i prati sono molto "vissuti". Al centro c'è un bel laghetto dove volendo si possono noleggiare delle barche. Sinceramente mi sembra un po' esagerato vista la dimensione del laghetto però soprattutto per dei bambini potrebbe essere divertente. Informazione di servizio: anche qui, come in tanti altri posti, ci sono dei bagni pubblici pulitissimi. Raramente in Italia sono così!

Per cena proviamo un ristorante che su Internet abbiamo letto essere amato da tutti. Si chiama Les Quinze Nits (le 15 notti). Dicono che c'è sempre la coda fuori dato che non accetta prenotazioni e che non apre prima delle 20.30. Si trova a Placa Reial, cui si accede dalla Rambla (a sinistra venendo da Placa Catalunya). Proviamo! Arriviamo verso le 20.00 e la coda c'è già. Alle 20.30 è lunghissima. Mi sento molto turista pecora in questo frangente e spero tanto che la cena valga la pena. La cosa strana inoltre è che è su due piani: il primo piano è effettivamente deserto ma a piano terra ci sono dei tavoli occupati. Fuori invece non c'è nessuno perché fa piuttosto freddo. Alle 20.30 esce una persona che chiede a tutti in quanti sono e dopo poco entriamo tutti più o meno insieme. Risultato: arrivare alle 20.00 o alle 20.30 è esattamente uguale. La cosa infatti si riforma solo un'oretta dopo. Credo che la nostra coda fosse solo di turisti mentre quella delle 21.30 comprendesse anche degli spagnoli. Il nostro tavolo comunque dà sulla piazza illuminata ed è un bellissimo spettacolo. Roby chiede un'ultima paella che gli concedo dopo due meravigliosi antipasti. Con anche un docle e il vino spendiamo 45€. La cena era davvero buona nonostante la stranezza. Una moda strana che però dà al locale una notevole pubblicità.

Giovedì 7 aprile - Montjuic - Fondazine Mirò

Oggi vogliamo vedere Barcellona dall'alto andando a Monjiuc per poi andare alla Fondazione Mirò e al giardino Botanico. Non riusciremo solo a vedere quest'ultimo perché, strano ma vero, non lo abbiamo trovato.
Prendiamo la funicolare fino a Parallel con il biglietto della Barcellona card. Per la teleferica invece c'è un biglietto a parte che in due costa 14,50€. Se come a me, vi piace vedere i panorami dall'alto, non perdete la teleferica. Il percoso non è lunghissimo ma è un bello spettacolo. Peccato solo che ci sia un po' di foschia... o sarà smog?
In cima al monte c'è una rocca in cui si entra gratuitamente e da cui si vede la città da un lato e il porto dall'altro. Bellissimo! Il porto soprattutto è incredibile per la vastità dell'area che occupa. Pensate che ci sono due navi da crociera attraccate ma sembrano davvero minuscole.

Scendiamo a piedi per un tratto cercando il giardino botanico poi seguendo le indicazioni di un barista iniziamo una lunga passeggiata che ci riporta verso l'alto. Chiediamo di nuovo ad un ragazzo che di dice hce è in basso, da tutt'altra parte. Ormai siamo stanchi quindi decidiamo di desistere. Torneremo domani per accorgerci che nel punto in cui il ragazzo ci diceva che eravamo lontani in realtà eravamo lungo il muro di cinta. Bastava scendere di qualche centinaio di metri sull'altro lato ed eravamo arrivati!
Arriviamo alla Fondazione Mirò verso l'una quindi decidiamo di mangiare prima qualcosa. Nelle vicinanze c'è un baracchino di nome Marcel. E' in uno spiazzo sul lato del museo nella direzione che porta alla funicolare. Non sembra molto affidabile invece si sta benissimo. Tavolini all'aperto con vista sulla città e ottimi panini caldi. Anche il caffè non è male! In due spendiamo 10€.
La mostra di Mirò è eccesionale e vale tutti i 22€ del biglietto (con l'immancabile audioguida). Innanzi tutto è enorme e poi è collocata in una struttura costruita apposutamente per contenerla quindi gli spazi sono studiati alla perfezione. Devo ammettere che conoscevo poco Mirò ma ho adorato questa esposizione, ancora più di quella dedicata a Picasso.

Finiamo il pomeriggio sdraiati nel Parc de la Ciudadela a prendere un bel sole caldo.
Per cena seguiamo un'altra indicazione trovata su Internet che ci porta a Passeig del Gracia. Il ristorante però è cambiato e quello che vediamo non ci ispira per niente. Vicino ce nè un altro che sembra molto meglio: La Rita.
Cucinano pesce e la cosa non ci dispiace. In effetti la materia prima è buona però è condito troppo e in modo troppo particolare. Tanto agrodolce, panna e salse varie che sinceramente non ci convincono. Comunque è pieno e anche di spagnoli quindi forse è solo il nostro gusto. Per due antipasti abbondanti, due secondi, un dolce, acqua e vino spendiamo 47€.

Venerdì 8 aprile 2011 - Placa d'Espana - Jardin Botanic

Oggi è il mio compleanno! 40 anni! Ecco il vero motivo di questo viaggio... distrarmi da questo passaggio che tutti dicono essere un vero trauma. Sarà la vacanza e il posto bellissimo, ma sinceramente mi sento come ieri! Che bello :-)

Al mattino decidiamo che il giardino botanico non può averla vista e dobbiamo trovarlo. Scopriamo che in pizza di Spagna parte un autobus che ha una fermata proprio là (il 193). Quindi andiamo in questa immensa piazza e cerchiamo la fermata. Quando finalmente siamo in viaggio ad un certo punto ci troviamo alla fondazione Mirò! Impossibile, non possiamo averla saltata. Eppure è così. E' una congiura. Ci incamminiamo e ci arriviamo in poco tempo. E' poco oltre la zona olimpica. L'autobus non ha segnalato la fermata come avviene di solito. L'ingresso, con la Barcenona Card, è gratuito. Passiamo la mattina lungo i viali per giardino, molto bene curato e suddiviso in zone per aree climatiche. E' affascinante vedere riprodotti, anche se su piccola scala, ambianti tanto lontani tra di loro. La passeggiata è motlo piacevole e poco impegnativa anche se la giornata è piuttosto calda. Usciti dal giardino, siamo così vicino a Marcellino, dove abbiamo mangiato ieri, che ci torniamo volentieri. Ancor aottimi panini e una bella birra fresca.

Il pomeriggio, visto che domani si parte, lo dedichiamo a gironzolare senza meta... se potete fatelo! E' una città in cui passeggiare è davvero piacevole. Poi, per finire in bellezza, un po' di relax in spiaggia.

Per cena torniamo a Les Quinze Nits. Ripetiamo la scenetta della coda e, pur arrivando un po' più tardi, entriamo lo stesso alle 20.30 precise. Sembra davvero una scenetta fatta apposta per avere un po' di fama in pi. Però di mangia bene quindi non ci facciamo troppi problemi.

Sabato 9 aprile 2011 - Ritorno a casa

Oggi si torna a casa, purtroppo. Però il volo è alle 19 quindi abbiamo buona parte della giornata. In hotel accettano gentilmente di tenere le valigie per qualche ora. Vedo che non siamo gli unico perché le mettiamo in una stanzetta piena di bagagli. Ripercorriamo un po' alcune tappe deòl vaiggio, soprattutto per rivedere le facciate delle case di Gaudì poi compriamo dei panini e torniamo al parc de la Ciudadela. Fa parecchio caldo quindi si sta benissimo. Dopo di che torniamo a riprendere i bagagli e riprendiamo la navetta per l'aeroporto. Da placa Catalunya parte ogni 10 minuti e fa parecchie tappe tra cui placa de Espana. In circa 30 minuti siamo al terminal.

Il vaggio è finito ma devo ammettere che Barcellona è stata una piacevolissima sorpresa. E' pulitissima, bene organizzata, con gente cordiale e disponibile anche se non conoscevamo la lingua. Culturalmente è molto ricca e anche chi vuole divertirsi e rilassarsi ha solo l'imbarazzo della scelta. Buon viaggio a tutti!

 

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