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In vacanza a Nosy Be, Madagascar (18 luglio – 2 agosto 2009)

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spiaggia dell'Andilana

dove si trova: Nosy Be è un'isola a nord ovest del Madagascar. Per informazioni vedi Madagasikara.it

villaggio: Andilana Beach (villaggio Bravo Alpitour). Molto bello e nuovissimo, con camere spaziose, arredate con gusto e pulitissime.

volo: da Malpensa con Neos. Ottima compagnia soprattutto per la puntualità dei voli, un po' meno per il comfort a bordo e i pasti. Il volo è durato 9 ore all'andata e 11 al ritorno. Al ritorno c'è infatti uno scalo di un paio d'ore a Mombasa durante le quali si resta in attesa sull'aereo.

clima in questo periodo: temperatura dell'aria di giorno circa 28°-29° mentre la sera scende un po' e a volte serve un maglioncino di cotone, per i più freddolosi. L'acqua invece è intorno ai 26° quindi abbastanza piacevole.
La prima settimana è stata quasi sempre soleggiata con mare calmissimo. Al diving ci hanno detto che era persino troppo calmo. La seconda settimana ha piovuto quasi tutte le notti e al mattino a volte era nuvolo fino verso le 9, poi usciva il sole che durava per il resto della giornata, Il mare era un po' increspato, soprattutto al mattino e non è più stato limpido come la settimana prima. Alle 6 del mattino è già giorno mentre alle 17.30 dop un velocissimo tramonto è completamente buio.

diving center: Scubajoker. Un bel diving, con ottimo servizio e bene organizzato. Le immersioni a nostro avviso sono un po' care. Prima di partire ho scritto al loro indirizzo e-mail e mi hanno mandato il listino completo.

Ed ora, ecco come si è svolta la nostra vacanza a Nosy Be...

18 luglio/19 luglio
Volo ore 21.00 con Neos. I pasti a bordo sono tra i peggiori che ci siano mai capitati, ma a parte questo il volo è tranquillo e arriviamo in perfetto orario. Dopo 9.10 di volo atterriamo al minuscolo aeroporto di Nosy Be. Sono le 7 e mezza del mattino e fa già abbastanza caldo. Credevo meno ma va bene così e forse è anche un po' l'effetto dell'aria condizionata dell'aereo. Non è per niente umido e la sensazione non è spiacevole.
Per arrivare al villaggio c'è un'ora di viaggio in pullman attraverso l'isola, che trascorre piacevolmente ammirando il paesaggio. La natura è rigogliosa e selvaggia ai lati della strada con alte palme di ogni genere e un fitto sottobosco. Ogni tanto la foresta è interrotta da gruppi di capanne di legno, costruite con semplice tronchi d'albero e sollevate da terra come palafitte. In mezzo, persone sedute che chiacchierano e panni stesi ad asciugare. Spesso davanti al gruppo di capanne ci sono tavolini di legno con sopra banane o dolci in vendita. Ogni tanto poi incrociamo un ruscello, apparentemente fangoso, dove gruppi di donne sono intente a lavare montagne di panni. Tanti poi sono i bambini che giocano per la strada o che stanno seduti sul ciglio occupati in qualcosa di sconosciuto. Scopriremo più avanti che tanti bambni vengono occupati a frantumare pietre per la costruzione delle case. Una realtà davvero molto triste.
Il vecchio pullman sfila tranquillo ondeggiando per questa stradina tutta curve in un mondo a noi lontanissimo.
All'arrivo siamo accolti da un folto gruppo di animatori, l'aspetto della vacanza che apprezziamo di meno (non per la loro professionalità ma per un gusto personale), ma pare che da queste parti non ci fossero molte alternative quindi ci adeguiamo sperando che l'animazione non sia troppo invadente. Vi anticipo che sono tante le attività proposte ad ogni ora del giorno al villaggio, ma questo aspetto non sarà toccato in questo resoconto perché non vi abbiamo preso parte e quindi non lo conosciamo abbastanza. Abbiamo solo apprezzato la discrezione degli animatori e la loro capacità di non tentare di coinvolgere chi non voleva esserlo. Per noi la vacanza è stata quindi di relax al mare, immersioni e scoperta di questa bellissima isola, un assaggio di quella che deve essere la Grande Terre, come chiamano qui il Madagascar.
Tornando al nostro arrivo, la stanchezza si fa sentire parecchio e all'inizio non notiamo bene la bellissima struttura in legno che compone la hall, aperta su un lato verso il lussureggiante giardino e sull'altro verso la grande piscina e, poco oltre, l'oceano.
piscina del villaggioLa nostra stanza è al primo piano di un lunga palazzina costruita parallelamente al mare. E' l'ultima stanza in fondo, lontana dal ristorante e dal teatro quindi la tranquillità non sarà certo un problema. Inoltre, con nostra sorpresa, oltre alle dimensioni davvero notevoli della stanza e all'arredamento curato e piacevole, abbiamo un'intera parete a vetri con una magnifica vista sul mare, che è davvero vicinissimo. E pensare che avevamo scelto la vista sul giardino per non pagare il supplemento, esagerato, di 13€ al giorno a persona. Che bella sorpresa! Anche il balcone è piuttosto spazioso e dotato di sedie e di un tavolino.
Andiamo subito in spiaggia a riposarci sotto una palma. Si sta davvero bene. Il sole è caldo ma il clima secco è meraviglioso e all'ombra si sta divinamente.
Ci sono due spiagge al villaggio: una dal lato del ristorante, attrezzata con lettini e ombrelloni, campo da pallavolo e bocce, e con i bungalow dell'animazione che intrattiene per tutta la giornata con musica e giochi vari. L'altra, di fronte alla palazzina delle nostre camere, dove ci sono solo lettini e l'ombra viene offerta da alte, bellissime palme. Inutile specificare dove è caduta la nostra scelta!
La spiaggia è bella e la sabbia è fine e soffice. A riva si vedono cumuli di rocce nere, laviche. La marea è molto bassa a quest'ora e l'acqua è bassissima per qualche centinaio di metri. Non c'è barriera corallina quindi il fondale degrada molto dolcemente interrotto solo, ogni tanto, da qualche piccola roccia. Il mare è comunque calmissimo e piacevole da ammirare.
Alle 11.00 c'è l'immancabile briefing dove tutto lo staff dell'animazione spiega le varie possibilità offerte come giochi in spiaggia, immersioni, snorkelling, escursioni e intrattenimento di vario genere. Sottolineano che è meglio diffidare delle offerte di escursione di tanti ragazzi che si incontrano sulla spiaggia e abbiamo l'impressione che non sia consigliabile uscire da soli dal villaggio. Sarà vero o è solo per non perdere clienti?
A pranzo il buffet ci dà un'altra bella sorpresa: è davvero ricco e ottimo, credo il migliore che ci sia mai capitato. È ricco di pesce (gamberi, polpo, grossi pesci arrosto e trancettti alla piastra, carpacci, ecc). Ci sono poi tante verdure, carne, pasta (per chi non può proprio rinunciare); una splendida focaccia calda appena fatta, tantissima frutta e dolci di ogni tipo... e mi sono limitata alle portate principali. C'è persino la pizza, sfornata calda in continuazione. L'unico rammarico è che ci sembra di essere in Italia ed è un peccato aver fatto oltre 7000 Km senza poter conoscere la cucina di questo bellissimo posto. Ci accorgiamo della differenza solo dalla frutta (piccole banane, ananas, papaia, jack fruit) e dall'uso molto frequente del cocco nelle preparazioni più diverse, dal riso al pollo al pesce. In particolare mi colpisce il jack fruit, un frutto molto grosso (arriva a 3-4Kg) che all'interno ha la polpa divisa in una specie di petali compatti e lisci dal gusto vagamente simile alla banana. E' davvero buonissimo.
Solo un appunto: la musica troppo alta in sala la pranzo, anche se per fortuna le pareti, tutte aperte verso la spiaggia, danno un po' di sfogo se si sceglie un tavolo più esterno.
Il resto della giornata trascorre in pieno relax, data la stanchezza del viaggio. Ci rechiamo solo al diving per portare la nostra attrezzatura, ricevere indicazioni sul funzionamento del centro e iscriverci all'uscita di domani.

Lunedì 20 luglio
anemoni con pagliacci endemiciSveglia alle 7 e un quarto per fare colazione con calma ed essere al diving alle 8 e un quarto. La colazione è davvero ricca e di buona qualità a conferma dello standard elevato del ristorante.
La marea alle 8 è bassa anche se meno di come mi aspettavo. Scopriremo poi che cambia molto di giorno in giorno. La seconda settimana la bassa marea sarà nel pomeriggio. Ci dicono che a seconda delle stagioni varia molto e può arrivare fino a 4 metri. In questo periodo è circa 3.
Il cielo comunque è terso e si sta benone. Il mare è un olio.
L'immersione si chiama Likorn ed è a circa 20 minuti di barca. Qui a Nosy Be non ci sono pareti con la barriera corallina ma picchi corallini che si alzano da fondali sabbiosi di circa 20 metri. Assomigliano un po' alle thila maldiviane con la differenza che non arrivano mai vicini alla superficie ma a seconda delle maree sono a 10-13 metri. Le immersioni quindi sono sempre piuttosto semplici e la visibilità è abbastanza buona, nonostante un po' di plancton. Questa non è la stagione di massima concentrazione quindi immagino che non ci si debba vedere benissimo in autunno, ma è solo una mia supposizione. L'immersione comunque è bella: ci sono coralli, spugne molto grandi, gorgonie e enormi stelle marine, oltre a banchi davvero grandi di fucilieri.
Alle 11 siamo di ritorno. Adesso fa davvero caldo. Facciamo il bagno davanti alla spiaggia relax. Il mare adesso è solo un po' increspato (succede sempre quando la marea inizia a salire). Il paesaggio è molto bello e il punto dove siamo noi è chiuso su due lati da lunghe lingue di foresta. Non si può comunque fare snorkelling qui quindi mi mancano un po' le Maldive.

spiaggia dell'Andilana Martedì 21 luglio
La giornata oggi è di tutto relax in spiaggia. Non c'è molto da raccontare quindi, se non che i colori del mare davanti a noi sono davvero splendidi e che, dopo mesi di lavoro, godiamo appieno di questo momento di riposo.
Alla sera, dopo cena, facciamo una passeggiata sulla spiaggia per vedere il bel cielo stellato. A parte le luci del resort infatti non ci sono fonti luminose nelle vicinanze quindi le stelle sono brillanti come in Italia non è più possibile vederle, purtroppo.
La marea è bassissima, tanto bassa che camminiamo per un centinaio di metri nel mare senza bagnarci i piedi. La sabbia bagnata è soffice e forma delle minuscole dune che riproducono le onde che le hanno formate. Tanti minuscoli granchi si muovono velocemente e al nostro passaggio si rintanano nei loro buchi nella sabbia.

Mercoledì 22 luglio
Sveglia presto, come sempre, per una nuova immersione. Il punto si chiama Loic Tombant (banco Loic) dal nome di chi lo ha scoperto. I ragazzi del diving ci hanno raccontato che la scoperta dei punti di immersione è iniziata solo nel 2005. stella marinaAllora la zona era stata divisa in aree (A, B, C) e le immersioni erano numerate. Poi, nel corso degli anni, i nomi sono stati cambiati acquisendo quello dello scopritore o della specie più comune di pesci o coralli della zona.
L'immersione comunque è bella anche se non entusiasmante. La visibilità è buona e il mare è piatto come una tavola.
Le immersioni qui sono molto piacevoli se le si prende come sono, senza cercare un paragone con Mar Rosso o Maldive, altrimenti deludono. In sé comunque hanno qualcosa di affascinante per questi banchi che si ergono dal fondale come se comparissero dal nulla. Sono colonizzati da tante specie anche se il pesce non è così abbondante come in altri luoghi e hanno una barriera molto viva. Direi quasi che le immersioni sono più belle per i coralli e le spugne che per i pesci.

Giovedì 23 luglio
Oggi facciamo un'escursione organizzata dal resort. Le possibilità sono tante, sia per mare che nell'entroterra e la nostra scelta cade sul "tour delle isole", che ci porterà alla scoperta di altre isole di questo verdissimo arcipelago.
Partiamo dalla spiaggia alle 8 e in un'ora circa di navigazione raggiungiamo l'isola di Komba, altrimenti nota come l'isola dei lemuri.
Il tragitto è bello perché la terra non è mai lontana e si può ammirare la foresta che la ricopre. Inoltre spesso incrociamo piccole piroghe di pescatori che ci fanno sembrare un po' strani sulla nostra barca a motore cabinata. villaggio dell'isola di KombaIl mare, come sempre, è calmissimo e la temperatura molto piacevole.
All'approdo sull'isola siamo attesi da una piccola folla composta soprattutto da bambini festanti e donne. Siamo in un villaggio fatto di palafitte di legno dove i bambini, che in questo periodo sono in vacanza, giocano sulla spiaggia. Gli adulti invece aspettano lo sbarco dei turisti per proporre le loro mercanzie. Si tratta sempre di tovaglie ricamate, appese un po' ovunque, oggetti di legno, collane fatte con vari tipi di semi e mazzi di vaniglia. Nessuno però ci chiede di fermarci a comprare e tutti continuano nelle loro attività, tra cui lavare una montagna di panni ad una piccola fontana o stare semplicemente seduti all'ombra delle capanne.
Noi intanto seguiamo diligenti la guida verso il giardino zoologico per vedere i lemuri. L'idea di entrare in uno zoo non mi attrae molto. Disapprovo profondamente il fatto che tante piccole creature possano trascorrere tutta la loro vita in una gabbia per il gusto di qualcuno che vuole vederli dal vivo. Appena arrivati però, dopo avere attraversato il piccolo villaggio, devo ammettere che la loro idea di zoo è piuttosto diversa dalla nostra. I lemuri scorrazzano liberamente da un albero all'altro e non c'è nessun recinto ad impedire loro di andarsene. Sono lì semplicemente perché vengono abbondantemente nutriti e sono diventati ormai quasi domestici. Anche a noi viene dato qualche pezzetto di banana e non appena lo esponiamo sul palmo della mano un piccolo lemure con un balzo è sulla nostra spalla per leccarlo delicatamente. Sono creature davvero dolci e con un'agilità impressionante. Le femmine di colore marrone, sono più audaci e balzano dalle piante alle spalle dei turisti come se nulla fosse, i maschi invece, con la pelliccia nera, sono più schivi e restano volentieri a una certa distanza. Dopo i momenti di entusiasmo con i lemuri, la visita allo zoo continua con uno spazio dedicato alle tartarughe e ad un sonnacchioso boa. Terminiamo con alcuni piccoli camaleonti che su queste isole sono piuttosto comuni.
femmina di lemureNel ritorno verso la spiaggia, i bambini che prima ci seguivano da lontano, ci assalgono con collanine e mazzi di vaniglia e dalle bancherelle arrivano inviti a fermarci. La povertà di questi luoghi è davvero disarmante. Compriamo anche noi un mazzetto di vaniglia profumatissima per soli 2€.
Tornati alla barca ci dirigiamo verso un'altra isola dove arriviamo in pochi minuti. Ci fermiamo su una lingua di sabbia che si protende in un mare limpidissimo. A breve distanza ci sono altre isole ricoperte da una lussureggiante vegetazione che si specchia nell'acqua dandole un colore verde smeraldo. Ci siamo solo noi, siamo solo una ventina di persone su una vasta spiaggia e il silenzio è totale. Facciamo il bagno in un'acqua piacevolissima anche se il fondo è sabbioso e non offre molto da vedere. Dopo solo mezzora ripartiamo verso il parco marino dell'isola di Tanikeli dove potremo fare snorkelling. Questo ci suggerisce che ci sia qualcosa da vedere sott'acqua e in effetti non rimaniamo delusi. L'acqua è cristallina e a pochissimi metri di profondità si trova un meraviglioso giardino di anemoni di vari colori, oltre a enormi formazioni di corallo lattuga, tridacne e tanti, tanti pesci colorati. Qualcuno ha persino visto delle tartarughe. Se fosse così anche davanti all'hotel non avrei tanta nostalgia delle Maldive.
E' davvero bellissimo, soprattutto gli anemoni; solo in un'immersione a Bathala ne ho visto tanti tutti insieme.
Ultima tappa, e sono già le 14.30, a Sakatia per il pranzo. Ci fermiamo ad un ristorante sulla spiaggia dove gustiamo dell'ottimo pesce con riso cotto nel cocco. Purtroppo non vediamo il resto dell'isola se non questa piccola spiaggia però, mentre torniamo verso il villaggio, siamo soddisfatti della giornata trascorsa.
Alla sera c'è la cena malgascia con assaggi della cucina del posto. Il cocco la fa da padrone in tutte le portate (l'unico modo in cui non l'ho mai trovato è come semplice frutto) e molti cibi sono fritti.
Dopo cena c'è uno spettacolo di danze tradizionali sulla spiaggia. Non ci fermiamo mai per gli spettacoli serali, ma questo non vogliamo perderlo. I danzatori vengono presentati come il gruppo migliore di Nosy Be nonostante la giovane età e tutti sono emozionati all'idea di vederli. Presto però rimaniamo delusi, non solo perché la loro abilità di ballerini è tutta da discutere, ma anche perché il ritmo delle musiche ricorda molto di più i nostri balli da discoteca che motivi tradizionali africani. Ci sentiamo un po' come i classici turisti a cui si può propinare qualsiasi cosa senza che si accorgano della fregatura così, complice anche la stanchezza della giornata, ce ne andiamo presto a dormire.

Venerdì 24 luglio
corallo neroPer me oggi è di tutto riposo mentre Roby parte presto per due immersioni al parco marino di Tanikeli. Sono due immersioni bellissime in un vero acquario naturale: tartarughe, pesci rana, barracuda e poi anemoni, spugne, coralli di ogni tipo. Vale davvero la pena farle perché sono molto diverse dalle altre.
Il pomeriggio, dopo una mattinata di caldo afoso e totale assenza di vento (la prima da quando siamo qui), il cielo si incupisce e comincia a cadere qualche goccia di pioggia che pian piano aumenta e alle 4 piove davvero e continua per il resto del pomeriggio e della sera. Non è il classico scroscio tropicale con vento forte e mare in burrasca ma una pioggia abbondante e tranquilla, che rinfresca l'aria e da una piacevole sensazione.

Sabato 25 luglio
Oggi anche Roby vuole rilassarsi in spiaggia così non abbiamo niente in programma. Nulla da segnalare quindi, se non che al nostro risveglio il cielo era di nuovo sereno e l'afa era scomparsa del tutto. Inoltre con la luna nuova la bassa marea, che a quello che ci dicono è al minimo, si è spostata dalla notte alla tarda mattinata scoprendo sulla spiaggia una miriade di rocce nere con tanta vita che le abita: paguri a spasso nelle loro conchiglie, molluschi anch'essi nelle conchiglie, minuscoli ghiozzi che guizzano nelle pozzanghere tra le rocce e tanti piccoli granchi bianchi che saettano da una parte all'altra. Il mare è sempre calmissimo e limpido nonostante la pioggia di ieri.
maschio di camaleontePoi, mentre stiamo riposando all'ombra di una palma, Roby nota qualcosa che si muove tra le foglie. Ci avviciniamo piano e scorgiamo un grosso camaleonte verde sgargiante che scende dalla palma muovendosi al rallentatore. Se avessimo la telecamera! Roby ha il tempo di andare in stanza e tornare che il camaleonte, che si stava lentamente dondolando su un foglia nel tentativo di raggiungere il tronco, ha appena posato su di esso un zampa. Nella spiaggia non c'è nessuno e noi ci sentiamo documentaristi intenti a riprendere uno scorcio di vita selvaggia. E' emozionante! Il camaleonte si accorge di noi ma non ci da molta importanza e continua a muoversi con estrema lentezza mentre noi procediamo con riprese e fotografie.

Domenica 26 luglio
Il tempo è sempre buono e oggi sono in programma le immersioni di Banco Ross e B26 (l'unica ad aver mantenuto la vecchia nomenclatura). Siamo solo in 3 oltre ad Andrea, la nostra guida, e lui nel tragitto in barca ci racconta dei tre mesi che ha trascorso a visitare l'Australia. Un altro viaggio che vorrei tanto fare. Tre mesi! Provo una punta di invidia ma anche tanta curiosità di conoscere qualcosa di più di quell'immenso paese, tanto più che ho iniziato a leggere un libro di Bill Bryson proprio sull'Australia che mi sta coinvolgendo tantissimo.
Ma torniamo alle immersioni; quello che ricordo di più sono gli enormi banchi di fucilieri e i banchi di gorgonie che si stagliavano da un fondale di soli 18 m.
grossa spugnaDalla barca poi uno dei ragazzi segnala una balena in lontananza. Sono emozionata ma riesco solo a vedere uno spruzzo e niente di più. In questa stagione non c'è molto plancton quindi gli avvistamenti sono poco frequenti. Bisognerebbe tornare ad ottobre per assistere alla migrazione dei cetacei che dal mare dell'Antartico risalgono per partorire e allevare i loro piccoli nel canale del Mozambico. In quel periodo pare che gli avvistamenti siano numerosissimi.
Le immersioni comunque sono molto semplici e tranquille, sia per la scarsa profondità che per la poca corrente. Andrea ci spiega che non si fanno uscite il pomeriggio perché il sole tramonta troppo presto e alle 5 e mezza è già buio. Bisognerebbe fare tutto in fretta e non ne vale la pena.

Lunedì 27 luglio
Alle 7 il cielo è un po' cupo e sulla riva c'è un po' di onda anche se in lontananza il mare sembra calmo e le barche dei pescatori sono immobili. Deve essere l'effetto della marea che di giorno in giorno sposta il suo punto massimo. Comunque la scorsa notte deve aver piovuto parecchio perché è tutto bagnato.
Più passa il tempo e più il mare si agita e in lontananza si vedono scrosci di pioggia finire in mare. Una bella brezza accarezza le palme sulla spiaggia e stare a prendere il sole è piacevolissimo. Spero che Roby, che è tornato a fare un'immersione al banco Loic, abbia un tempo altrettanto buono. Mi racconta che c'era un po' di onda lunga, anche sott'acqua e che la visibilità era un po' scarsa.
Andiamo a cena che il cielo è stellato e terminiamo che sta iniziando il diluvio, sempre senza vento. Quando andiamo a dormire piove ancora. Stiamo cominciando a capire che qui piove solo la notte e che se anche al mattino alle 7 è un po' nuvoloso, entro le 9 il sole torna di sicuro. Tutti qui ci dicono che qualche acquazzone notturno è normale anche se siamo nella stagione secca ma che quest'anno sono persino troppo frequenti.
paguroDopo cena ci fermiamo al bar, dove ogni sera beviamo una citronella (il giardino ne è pieno e fanno un infuso buonissimo) e ascoltiamo il bravo cantante del piano bar. Chiacchieriamo con Maurizio e Laura che abbiamo conosciuto qui e con cui scambiamo volentieri racconti dei rispettivi viaggi ed escursioni. Loro ci raccontano che questa mattina hanno preso un taxi per andare a vedere una distilleria di ylang ylang e per andare a Hell Ville, il capoluogo dell'isola. Per chi non lo sapesse, l'ylang ylang è un fiore profumatissimo che si trova su un bellissimo albero dalla forma contorta. Viene ricavata un'essenza usata in cosmetica.
Un'altra piccola parentesi. Nosy Be viene chiamata l'isola profumata e credo che questa definizione le calzi a pennello. L'ylang ylang è quasi ovunque, come la vaniglia e il frangipane oltre a tanti altri fiori che profumano ovunque l'aria in maniera deliziosa.
Per tornare a Maurizio e Laura, hanno detto che è stato molto bello e che hanno speso meno che con l'escursione organizzata dal villaggio. Decidiamo di fare lo stesso il giorno dopo per vedere qualcosa di quest'isola che deve offrire molto oltre al suo bellissimo mare.

Martedì 28 luglio
Ci alziamo prima delle 7 e il cielo è nuvoloso ma con ampi sprazzi di azzurro che fanno ben sperare. Dopo colazione chiediamo alla reception di chiamarci un taxi e dopo 5 minuti si presenta all'ingresso dell'hotel una "bellissima" Renault 11 grigio metallizzato da cui scende Jean Baptiste, un personaggio dall'aria simpatica che ci saluta amichevolmente. Concordiamo 30€ per la mattina e saliamo in auto. A dispetto delle apparenze, l'auto è ben tenuta e pulitissima. Uscendo dal resort notiamo che, dopo dopo l'ingresso, c'è una fila di vecchie auto con la scritta taxi che spettano il loro turno, tra cui spiccano per numero le care, vecchie Renault 4. Sembra quasi che tutte le auto scartate in Francia siano finite qui.
mercato di Hell VilleCi avviamo tranquillamente sulla strada che porta a Hell Ville. Jean Baptiste guida piano perché, dice, dobbiamo goderci il paesaggio e notarne i particolari. In un italiano un po' stentato ma comprensibilissimo, ci descrive tante piante che incrociamo e ci dice i nomi di tutti i villaggi. Qui tutti parlano un po' di italiano anche se la lingua uffciale è il malgascio e a scuola viene studiato il francese. Questo perché gli italiani sono molto ben visti perché hanno fatto molto per Nosy Be. Sul tragitto incrociamo vari alberi che non avremmo notato tra cui piante di caffè, ylang ylang altissimi (mentre quelli delle piantagioni vengono tagliati per facilitare la raccolta dei fiori) e papaie. I banani invece non sono difficili da vedere perché l'isola ne è piena.
Sulla strada verso Hell Ville incrociamo un villaggio dove si trova la vecchia e grande distilleria di canna da zucchero ormai in disuso. Pare che il villaggio fosse sorto proprio per la nascita della fabbrica e che tutti lavorassero lì; quindi quando il governo ha deciso di chiuderla è stato un duro colpo per il villaggio. I campi intorno inoltre sono stati disboscati per la coltivazione della canna da zucchero e adesso sono incolti, frequentati solo da gruppi di magrissimi zebù che pascolano.
Mentre procediamo Jean Baptiste osserva attentamente la strada alla ricerca di qualcosa. Scopriamo così che l'auto è in riserva sparata e che lui cerca qualcuno che possa vendergli un po' di benzina. Si ferma ad un certo punto dove, sul ciglio, ci sono due taniche. Chiede il prezzo ad una donna seduta poco oltre ma secondo lui è troppo alto e, come se fosse la cosa più normale del mondo, ci dice che faremo benzina in città perché alla pompa costa meno. Speriamo solo di arrivare in città.
Dopo poco si ferma di nuovo e allegramente ci comunica che deve far gonfiare una gomma, "è importante per la sicurezza", dice letteralmente. A questo punto cominciamo a nutrire qualche dubbio sul raggiungimento della nostra meta.
Per fortuna invece ci arriviamo e Jean Baptiste ci chiede un anticipo sul conto perché non ha i soldi per il rifornimento. Ci chiede 5€ perché fa sempre pochi litri alla volta. La benzina in rapporto al costo della vita ha un prezzo esorbitante: circa 1€ al litro. Fa rifornimento e quando ripartiamo l'ago non si è quasi mosso.
Per prima cosa andiamo a vedere la distilleria. Superiamo quindi Hell Ville, aggiriamo il porto e saliamo sulla montagna. Presto lasciamo la strada asfaltata e ci addentriamo nella piantagione di ylang ylang. Jean Baptiste nel tragitto ci racconta di quanto sia stata importante per loro quella strada e che sono stati gli italiani a costruirla, come l'aeroporto, il grande albergo che da lavoro a tante persone e anche la scuola gratuita. Adesso inoltre una fondazione umanitaria sta costruendo un ospedale che curerà gratuitamente. A Nosy Be infatti tutto è a pagamento e carissimo, anche i servizi essenziali. I francesi invece sono considerati colonialisti e quindi c'è un po' di attrito.
piazza centrale di Hell VilleLa distilleria è un piccolo capannone con a fianco una stanza in cui sono in mostra, molto ben tenuti, i vecchi macchinari ormai superati. Non è comunque niente di speciale, a meno che non interessi l'argomento. A fianco c'è un negozietto dove è possibile acquistare essenze e oggetti di artigianato.
Sulla via del ritorno, ci fermiamo ogni tanto a guardare i camaleonti che si fermano sulle piante. Pare sia molto facile avvistarli sull'ylang ylang. I maschi sono più grandi e color verde brillante, mentre le femmine sono rosse e molto più piccole.
Un'altra piccola sosta è a vedere un baobab, piuttosto grosso anche se non enorme e, non si sa perché, dobbiamo dare la mancia ad una vecchia signora che vive lì vicino perché abbiamo fatto una foto all'albero. Non ce la sentiamo di discutere e lei sembra radiosa.
In città parcheggiamo davanti ad una fila di negozietti dove quando entriamo Jean Baptiste firma un registro... ognuno pensi quello che crede!
Poi andiamo al mercato. E' un posto davvero suggestivo perché si tratta di un mercato coperto con alcune lunghe file di banchi su cui si trovano frutta, verdura, spezie, bibite, pesce essiccato, piatti di gamberi tutti bene ordinati. C'è parecchia confusione ma la merce è ben tenuta e pulita. E' un bel posto. Ci sono anche delle grosse ceste piene di fango e enormi granchi ancora vivi.
Dopo il mercato, facciamo un giro sulla via principale della città e diamo uno sguardo agli immancabili negozi di souvenir e alle bancarelle di frutta e dolcetti.
E' un mondo molto vivace e colorato nella sua semplicità e sembra anche abbastanza sicuro anche se non ci spiace avere con noi Jean Baptiste a farci da guida.
Torniamo che è ora di pranzo attraversando di nuovo la strada circondata dalla foresta e da gruppi sparsi di capanne di legno. Il cielo intanto si è aperto ed è di un azzurro intenso. La marea è bassissima e, forse anche per questo, il mare è calmissimo.
Alla sera, dopo un tramonto da sogno e dopo che tutti hanno commentato la magnifica luna, all'improvviso ricomincia a piovere. Solo dopo si sente crescere il vento e il mare, nel buio, sembra gonfiarsi.

Mercoledì 29 luglio
Ha piovuto tutta la notte e per la prima volta ci svegliamo con il cielo totalmente coperto e un po' di vento. Non piove ma ovunque è intriso d'acqua.
Verso le 8 però cominciano le prime schiarite e alle 9 è già tutto sereno. La giornata procede nel relax più totale.

Giovedì 30 luglio
Ci svegliamo alle 6.45 per l'escursione alla riserva di Lokobe. Per fortuna la notte scorsa non ha piovuto quindi possiamo sperare che nella foresta non si scivoli troppo. Il cielo non è completamente sereno ma fa ben sperare. piroghe sulla spiaggiaPartiamo alle 8.00 e dopo aver attraversato l'isola passando da Hell Ville e da una grande piantagione di ylang ylang, arriviamo ad un piccolo villaggio. Alla spiaggia ci imbarchiamo su 6 piroghe, 2 guide e 3 passeggeri per ciascuna. Sono barche di legno molto semplici e spartane ma filano velocemente sul mare calmo. Anche noi proviamo a vogare anche se per il mio fisico poco sportivo è davvero faticoso. Dopo circa 1/2 ora (a quel che dice il programma perché io ho già perso la cognizione del tempo e la riacquisterò solo al ritorno) arriviamo su un'altra spiaggia. Nel tragitto costeggiamo la foresta interrotta ogni tanto da qualche spiaggetta con piccole costruzioni di legno. Sul pendio svettano alte palme del viaggiatore, dette così perché al loro interno trattengono una buona riserva d'acqua e sono state in passato molto utili a chi si inoltrava nella foresta. Pare inoltre che sia l'unica specie endemica delle svariate presenti.
Un'altra bella palma che si trova qui è quella della rafia con cui si fanno tanti bellissimi oggetti. Pare che viva fino a 40 anni poi fiorisce e muore.
Sulla spiaggia lasciamo le nostre imbarcazioni e scendiamo in un posto dove c'è una casa di legno con una bella veranda. Beviamo qualcosa e ci incamminiamo. Un consiglio: portate delle scarpe da ginnastica adatte a terreni scivolosi. La passeggiata è tranquilla e poco faticosa, ma con l'acqua dei giorni scorsi ci sono dei punti abbastanza insidiosi. E' inoltre obbligatorio portare pantaloni lunghi che, nel corso della giornata, si infangano un po'. Siete avvisati!
Dopo aver attraversato un villaggio che espone le proprie mercanzie (oggetti di legno, tovaglie e collane) ci inoltriamo nella foresta in direzione di un altro villaggio, dove ci fermeremo a mangiare dopo un paio d'ore. Il sentiero è tracciato e serpeggia nel sottobosco. serpente nella foresta E' ricco di palme di vario genere, di alberi del jack fruit, ylang ylang altissimi, ficus, vaniglia e tante altre piante, tutte gigantesche. Unico peccato, le nuvole di zanzare. Nel percorso avvistiamo anche un discreto numero di lemuri, in alto sulle piante, serpenti (non velenosi da queste parti), gechi e camaleonti. E' davvero un bel percorso. Al termine togliamo le scarpe e attraversiamo un breve tratto con l'acqua fino alle ginocchia, tra le mangrovie e poi siamo su un'altra bellissima spiaggia con le solite capanne raggruppate sulla sabbia. Ci sono tanti bambini, come ovunque a Nosy Be. Mangiamo pasta e panini, che stonano un po' in questo ambiente e poi la guida, Eveline, ci dice che distribuiremo quello che non abbiamo mangiato ai bambini. Hanno portato molti panini in più. E questa è la parte della cosa che non mi è piaciuta: sapere di aver mangiato mentre gli altri aspettavano i nostri avanzi. Mi sono vergognata un po' del mio stato di turista. Lei ci ha detto che fanno molto per loro ma sembrava quasi tutto parte dello spettacolo che il turista vuole, credere di fare qualcosa di buono senza però privarsi di nulla.
E a completare il tutto, quando abbiamo finito di mangiare sono comparsi tavoli delle solite mercanzie.
Dopo una breve pausa, ripartiamo verso la spiaggia dove abbiamo lasciato le piroghe, facendo questa volta un tragitto più breve.
Arrivati, ci riposiamo un attimo e Eveline ci racconta del suo paese, il Costa Rica, un altro luogo che ci piacerebbe tanto visitare. Poi, ripartiamo su un mare, se possibile, ancora più calmo.
Arriviamo verso le 6 che il sole è già tramontato e davanti alle capanne si accendono fuochi. E' stata proprio una bella giornata anche se negli occhi ho ancora la brutta sensazione provata tra i bambini di quel villaggio oltre le mangrovie.
Alla sera mentre siamo al bar ad ascoltare il bravo cantante che ogni sera ci intrattiene con il suo repertorio anni '80 e mentre con Laura e Maurizio parliamo di tanti bei viaggi passati, arriva uno scroscio di pioggia davvero notevole. Pioverà tutta la notte.

Venerdì 31 luglio
banco di pesciAl risveglio il cielo è scuro ma non piove più. Ormai è una costante. Roby parte per ripetere le immersioni al parco marino di Tanikeli. Vengono fatte tutti i venerdì. Il mare è piuttosto tranquillo e quando torna racconta di due immersioni bellissime tra coralli, spugne, anemoni, tanti fucilieri, una bella tartaruga, lion fish, razze maculate e tanti altri pesci coloratissimi.

Sabato 1° agosto
Ci svegliamo presto, come sempre, con un bellissimo sole e passiamo la giornata in spiaggia a rilassarci prima del lungo viaggio di ritorno.

Domenica 2 agosto
Oggi si parte e la sveglia suona prestissimo, alle 4.45. Alle 5 e mezza partiamo per l'aeroporto mentre inizia appena ad albeggiare e alcune persone iniziano ad uscire dalle baracche immerse nella penombra e si incamminano per la strada.
grossa spugnaQuando arriviamo, alle 7.15, è già giorno fatto e per la strada incrociamo tanti gruppetti di donne con enormi fagotti sul capo e uomini con fagotti ancora più grandi sulle spalle. Incrociamo anche una piccola processione con lo stendardo di San Francesco in testa.
L'aeroporto si dimostra davvero minuscolo e dopo il check in aspettiamo oltre due ore in una piccola stanza. Partiamo comunque in perfetto orario e dopo due ore atterriamo a Mombasa per lo scalo. Dall'alto Mombasa sembra davvero una grande città con il mare che penetra nel suo interno formando un porto immenso. Sarà il suono del suo nome che per me è molto affascinante o la vista prima dell'atterraggio, ma vorrei tanto che uno dei miei prossimi viaggi partisse da qui.
Il viaggio è lungo ma tranquillo, il cielo è limpido e la traversata dell'Africa è bellissima. Vediamo grandi zone montuose alternarsi a praterie e normi deserti. Riusciamo persino a scorgere il Kilimangiaro che sembra dominare un'enorme pianura. Il Sahara poi è gigantesco e impressiona anche da questa altezza. Sorvoliamo poi la Sicilia e scorgiamo capo San Vito, dove siamo stati qualche tempo fa. Che bello vedere il mondo dall'alto. Il mare sembra una tavola solida tanto è calmo.
Come all'andata, arriviamo in perfetto orario. Anche questo viaggio è alle spalle e il bilancio è positivo anche se, per come siamo noi, avremmo preferito viverlo più a contatto con il suo territorio sentendoci un po' meno "a casa".

Per finire, vorrei segnalare i libri che ho letto in questa vacanza. Mi sono piaciuti tutti moltissimo quindi, se volete, li consiglio anche a voi:

- Pompei di Richard Harris
- Endurance di Alfred Lansing
- Australia di Bill Bryson

 

Commenti  

 
+3 #2 maira 2010-09-17 16:53
Nel vs racconto ho rivissuto le mie due vacanze a Nosy Be !
 
 
+2 #1 Roby 2009-09-08 11:29
Che bel viaggio, ce l'ho ancora negli occhi
 

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