
Lo Yemen è un paese meraviglioso per i paesaggi, per i colori all'alba e al tramonto, per le incredibili architetture e le decorazioni, per tutte le contraddizioni che un viaggiatore occidentale può notare (lavoro minorile, condizione femminile ecc.) ma il bello del viaggio è in gran parte il fatto di avere a che fare con un popolo che è stato per secoli dominato dall'imanato in condizioni di vita medioevali e solo negli ultimi anni ha iniziato a svilupparsi.
Sono partita cosciente del fatto che non è un viaggio facile per le carenti strutture turistiche, i continui sbalzi climatici, la presenza obbligatoria di scorta armata che ti fa sentire carcerato più che viaggiatore, l'abbigliamento e il comportamento da tenere assolutamente rigorosi in rispetto alle regole dell'islam. Tanti sacrifici e una buona dose di spirito d'adattamento che vengono largamente ripagate da incantevoli scenari naturali, la storia millenaria e architetture uniche al mondo che ti catapultano in un passato quasi irreale...
Ho prenotato i biglietti aerei con la compagnia di bandiera yemenita, la Yemenia, e contattato una agenzia locale per organizzare il tour, le jeep e la scorta, ho preparato lo zaino e sono partita insieme ad altri 3 amici.
Partenza da Roma alle 14,30 arrivo a San'a in serata (5 ore di volo e 1 ora in più di fuso orario). All'aeroporto ci aspettava un incaricato dell'agenzia che ci ha accompagnati all'hotel, modesto ma pulito, (di proprietà dell'agenzia) abbastanza vicino alla città vecchia (Bab el Yemen).
Presi gli ultimi accordi per il viaggio, partiamo il giorno successivo verso il nord, la parte montagnosa; tra villaggi arroccati e qualche breve trekking, abbiamo visitato alcune cose di notevole interesse come il ponte di Shiharah, le mura di Sa'dah e la splendida Thula che è entrata da poco nell'elenco dell'UNESCO.
Dopo il nord, siamo tornati verso San'aper per una visita nei dintorni (Il palazzo sulla roccia, simbolo dello Yemen) e un breve assaggio della splendida capitale, anch'essa patrimonio dell'umanità. Poi ci siamo diretti verso est per visitare i siti archeologici di Ma'rib (regno di Saba), il deserto, il Wadi Hadramawt dove sorge Shibam, la città dei grattacieli di fango, altro patrimonio dell'umanità.
Un paio di giorni di riposo totale nelle bianche spiagge di Bir Ali, poi un volo interno per tornare a San'a dove abbiamo trascorso gli ultimi due giorni di questo fiabesco viaggio. A malincuore abbiamo escluso la zona a sud della Tihama con la visita delle città di Ta'izz e Zebid in quanto non c'era tempo avendo a disposizione solo 2 settimane.
Comunque il viaggio ha avuto una grande varietà paesaggistica spaziando dalle montagne al deserto, dai wadi al mare; purtroppo molti paesaggi sono deturpati dai tanti sacchetti di plastica e da una politica si smaltimento rifiuti totalmente assente.
Il mio personale album è zeppo di ricordi: il canto del muezzin all'alba, le persone che per strada ti danno il benvenuto e cercano di comunicare, i colori di Thula, la salita in pick-up a Shiharah, il trekking nei villaggi dei monti Haraz, la notte nel deserto, il bagno turco, la spiaggia di Bir Ali, i palazzi di San'a... ricordo un mondo dove la globalizzazione è ancora lontana...



