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Vacanze 2010 dall'Umbria alla Puglia (4-16 luglio 2010)

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giardini reggia di casertaQuest'anno io e Roby abbiamo deciso di passare le nostre vacanze in Italia andando verso sud con la nostra vecchia Focus alla scooperta di posti che da tanto tempo vorremmo visitare. Dicevano che l'estate sarebbe stata fresca quindi l'idea sembrava perfetta. Il caldo incredibile che si è presentato invece ha creato qualche difficoltà e ha cambiato un po' i piani. Il risultato però è lo stesso: una vacanza stupenda da nord a sud, partendo dall'Umbria e arrivando in Puglia attraverso Lazio e Campania.

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Km tot. 3.020
prenotazioni hotel: www.booking.com
guide turistiche: guide regionali Touring e quida Touring delle spiagge più belle d'Italia

pernottamenti (negli hotel prezzi per due con colazione):
Bettona (PG) - Relais La Corte di Bettona****: 85€
Viterbo - Domus La Quercia***: 60€
Tivoli Terme - Hotel Aurora***: 75€
Caserta Vecchia - Hotel Caserta Antica***: 60€
Giovinazzo (BA) - Hotel President****: 80€
Porto Cesareo (LE) Località Torre Lapillo - Campeggio Torre Castiglione****: 32€ (al giorno con auto e attacco luce, che è obbligatorio)

Domenica 4 luglio (Cremona - Bettona - Assisi)

Ore 8.50 partenza per Bettona (PG) dove alloggeremo per le prime tre notti al Relais La Corte di Bettona. Fa già caldissimo!

Per pranzo ci fermiamo a Passignano sul Trasimeno, a circa 50 km dall'arrivo. Vogliamo dare uno sguardo a questo lago che però, almeno qui ci delude un po'. L'acqua a riva è molto torbida e non sembra particolarmente pulita. Inoltre, nonostante sia domenica, non c'è nessuno in giro, né a riva, né sul lago. Il paese invece è carino, soprattutto nella parte vecchia cui si accede dalla particolare torre triangolare. Dopo pranzo decidiamo di ripartire subito e arrivare a destinazione. Bettona è un piccolo borgo cinto da mura e costruito in cima ad una collina, da cui domina la valle circostante. La salita è un po' impervia ma dall'alto la vista è bellissima è c'è una grande tranquillità. Anche l'hotel è molto bello, forse troppo rispetto ai nostri soliti standard, però con booking.com abbiamo avuto un buonissimo prezzo, quindi perché no? Ha una piccola piscina da cui si gode di una magnifica vista sulla valle e le stanze sono davvero belle e comode.
Sistemati i bagagli andiamo subito verso Assisi che dista solo 16 Km. E' davvero bello come tutti dicono e non solo per le meravigliose basiliche di San Francesco o gli altri monumenti. Sono bellissime anche le case di pietra bianca che si vedono già da lontano quando si arriva e le colline che la circondano. Peccato che abbia iniziato a piovere e il cielo sia molto scuro, però vale davvero la pena di visitarla.
Al ritorno è già uscito il sole quindi facciamo un bagno in piscina e per cena andiamo ai 5 Cerri, a un paio di km da Bettona. E' un ristorante pizzeria abbastanza spartano e senza nulla di speciale, ma ceniamo con 30 € in due e non si sta male.

Lunedì 5 luglio (Perugia - Gubbio - Spello)
Dopo un'ottima colazione partiamo alla volta di Perugia, anche lei poco distante.
Una particolarità che non conoscevo è che dai numerosi parcheggi attorno alla città, partono dei percorsi meccanizzati (scale mobili) che portano verso il centro evitando lunghissime e faticose salite. Il percorso che scegliamo noi, molto suggestivo, passa dall'interno della Rocca Paolina, costruita nel 1.500 come simbolo del potere papale sull'antico comune. Una costuzione davvero imponente. Arrivati in cima si esce all'inizio dell'isola pedonale che porta alla piazza centrale dove si trovano il Palazzo dei Priori, davvero bellissimo, e la cattedrale. Ricordatevi di andare sul retro della Rocca Paolina perché c'è una balconata da cui si gode di una stupenda vista dall'alto sulla città bassa.
Dopo Perugia, andiamo a Gubbio. Parcheggiamo appena fuori dalle mura, in un parcheggio libero a ridosso dell'anfiteatro romano. Passiamo davanti alla basilica di San Francesco, circondata da un bel parco e ci incamminiamo per le viuzze della città. Pranziamo con due capresi in un bel localino dove fanno anche della bellissima carne... pare che in Umbria sia vita dura per i vegetariani perché la carne la fa da padrone ovunque.
Dopo pranzo, con il caldo che comincia a diventare davvero difficile da sopportare, cominciamo a salire verso la parte alta della cittadina. E' bellissimo passeggiare per vie che hanno una storia così ricca alle loro spalle e che hanno conservato così bene la loro identità medievale. Così arriviamo alla grande piazza dove si trova l'antico Palazzo del Consoli che, maestoso, domina sulla città. Ancora più su, arriviamo poi al Duomo. Solo una volta arrivati in cima scopriamo che ci sono degli ascensori pubblici che permettono di risparmiarsi la fatica. Camminare è davvero bello, ma con questo caldo ci avrei fatto un pensierino, almeno in salita.
Dopo Gubbio ci dirigiamo verso Spello, che la guida cita come un borgo molto caratteristico, con viuzze strettissime che si inerpicano sulla collina. In effetti è molto bello e già da lontano lo si vede appoggiato alla montagna, con le sue case di pietra chiara. Camminando tra le sue vie poi si vedono vasi di fiori appesi ovunque a dare un tocco di colore davvero particolare.
Dall'alto poi c'è la solita meravigliosa vista sulle dolci colline e vallate umbre, che toglie il fiato tanto è bella.
Quando scendiamo è già pomeriggio inoltrato e il sole, che si sta abbassando all'orizzonte, tinge di rosso le case di Spello.
Torniamo vero Bettona amirando tutto quello che ci circonda. Da queste parti infatti non è piacevole solo visitare borghi e città più o meno famose. Il bello è il tragitto tra un posto e l'alto, tra colline e valli coltivate con ulivi e vigneti a perdita d'occhio.
Per cena, ci fermiamo al ristorante dell'hotel (alla carta). E' una cena raffinata e ottima, con una vista incredibile sul sole che tramonta tra le colline. Spendiamo 68€ in due con 2 antipasti, 1 primo e 1 secondo e 1 ottimo vino di una cantina locale.

Martedì 6 luglio (Spoleto - Todi)
Oggi la prima tappa è a Spoleto dove arriviamo in un'ora circa con un percorso bellissimo. Parcheggiamo al Park Ponzianina, vicinissimo alla rampa di scale mobili che porta fino alla Rocca. E' molto comodo in salita, mentre in discesa andiamo a piedi per goderci il paesaggio. Dopo uno sguardo all'imponente rocca trecentesca cominciamo la discesa verso il famosissimo duomo. La sua facciata è davvero stupenda, ed è anche molto bello arrivarci dalla scalinata in fondo alla piazza. Peccato però che il campanile sia in ristrutturazione e che nella piazza si sia allestendo il palco per il Festival dei due mondi. Possiamo quindi solo immaginare come deve essere. A dire il vero ci sono cantieri in buona parte della città quindi il fascino si perde, oltre al fatto che in alcune zone del centro si respira un'aria un po' trasandata. Decidiamo quindi di non fermarci per il pranzo e di dirigerci verso Todi.
Vorremmo fermarci ad Acquasparta per il pranzo, dato che è sul nostro percorso ma, cosa incredibile, scopriamo che non c'è nemmeno un ristorante. C'è solo una pizzeria da asporto ma vorremmo sederci a riposare un po', soprattutto per il caldo che si sta facendo insopportabile.
Un signore allora ci suggerisce di andare a Portaria, un piccolo paese a 7-8 km. di distanza. Si parcheggia fuori dal paese, ma in pochi passi, oltre le mura, siamo in una piazzetta dove c'è l'unico locale. Il paese è tutto costruito in sasso e pare essere parte integrante della montagna. Il locale è spartano ma ha un bell'aspetto. Pranziamo fuori, sotto un pergolato, anche perché all'interno c'è un grosso camino accesso e la cosa non ci attrae.
Mangiamo la loro specialità, la pizza sotto lu foco. Una pasta tipo quella della pizza, sottile e farcita come una tasca. E' buonissima. Due pizze, due birre, due insalate, acqua e caffè spendiamo 16€. Davvero poco. Il pomeriggio lo trascorriamo a Todi. Anche qui, dobbiamo conquistarci la visita alla zona centrale con una lunga salita ma veniamo ripagati da una piazza stupenda dove si trovano il Duomo e dei bellissimi palazzi. Oggi è il nostro ultimo giorno a Bettona, quindi prenotiamo una stanza a Viterbo, dove ci sposteremo domani per visitare le cascate delle Marmore e il lago di Vico.

Mercoledì 7 luglio (Marmore - lago di Vico - Viterbo)
Alle 9 partiamo per raggiungere le cascate delle Marmore (ingresso 7€ a persona). Ci arriviamo in 1 ora e 20 minuti, dopo aver attraversato una trafficatissima Terni. Per visitare le cascate, visitate il sito e controllate gli orari di rilascio dell'acqua. Le Marmore infatti vengono utilizzate da una centrale idroelettrica quindi non è sempre possibile vederle a pieno regime. Vi assicuro che la differenza è impressionante e forse può essere interessante arrivare un po' prima dell'apertura del flusso per capire quanto cambino, anche se questo toglie un po' di fascino alla cascata perché ci si rende conto che non è un fenomeno del tutto naturale. Ci sono due punti da cui ammirare le cascate, il belvedere superiore e quello inferiore. Sono piuttosto lontani tra loro e la navetta che li collega oggi è sospesa. Alcuni fanno il percorso a piedi dal basso verso l'alto attraverso i boschi ma ho visto persone arrivare in cima davvero distrutte, quindi forse è meglio la macchina. Se però c'è la navetta può valer la pena lasciare l'auto in basso, usare la navetta per andare in cima e fare a piedi tutto il percorso in discesa tra i boschi.
Altro consiglio, portate un k-way! Oggi fa un caldo incredibile e una bella doccia ci ha fatto piacere, ma immagino che in primavera o comunque in una giornata un po' fresca, non debba essere piacevole... e vi assicuro che ci si bagna! Comunque sia, arriviamo al belvedere inferiore circa un quarto d'ora prima del rilascio dell'acqua. Si vede solo un rivolo d'acqua e l'aria è molto calda. Poi, dopo alcuni avvertimenti dalle sirene, il getto comincia ad ingrandirsi finché diventa potentissimo e il vapore sollevato offusca la vista del salto più alto. L'aria è fresca e bagnata di spruzzi ma lo spettacolo è incredibile. Percorrismo uno dei sentieri segnalati per risalire un po' la cascata e vederla da altri punti. Poi, in auto, raggiungiamo il belvedere superiore. Anche da qui la vista è mozzafiato anche se si vede solo il primo salto. Siamo proprio sopra alla cascata. All'una l'acqua viene chiusa e in un attimo tutto finisce. Ci fermiamo a mangiare qualcosa nel ristornate proprio sopra alle cascate poi ci dirigiamo verso Viterbo, con ancora negli occhi la maestosità delle cascate più alte in Europa.
L'albergo che abbiamo prenotato è in un antico convento e ne ha tutta l'aria. Corridoi enormi e altissimi dove i passi rimombano. L'aria è austera e non molto invitante. Però è pulito e la stanza è spaziosa. Unico vero difetto: in camera ci saranno 16-17°C. L'aria condizionata è al massimo e fa un freddo polare. Nemmeno le finestre spalancate per tutto il pomeriggio riusciranno a riportare la temperatura a livelli accettabili.
Fuori inizia a piovere e l'umidità è altissima. Aspettiamo che spiova poi andiamo verso il lago di Vico.
Per arrivare si viaggia tra i boschi ed è davvero molto bello. Peccato il cielo grigio e l'aria quasi fredda. Incredibile come la temperatura possa cambiare così drasticametne. Il lago comunque è molto bello e circondato da una vegetazione lussureggiante. Ci fermiamo un po' su una spiaggetta ma fa davvero freddo così torniamo in hotel a cambiarci per andare a fare due passi a Viterbo.Ceniamo in una bella piazzetta alla pizzeria Labirinto. La pizza è davvero ottima e con la birra spendiamo 24€. Lo consiglio assolutamente!
Dopo cena facciamo un giro per la città e in particolare per il quartiere medievale, che è davvero caratteristico e ben tenuto, con tante osterie e taverne con tavolini fuori e luci soffuse. C'è tanta gente in giro e camminare in questa atmosfera così animata è molto piacevole. Inoltre, date uno sguardo all'interno dei negozi. Hanno pareti di sasso e volte a botte. Bellissimi. Bella e molto particolare anche la piazza del Duomo, poco distante.

Giovedì 8 luglio (Tivoli)
Partiamo per Tivoli verso le 9 dopo una colazione non esaltante. Il nostro hotel in realtà è a Tivoli Terme ma prima andiamo a Tivoli alta per visitare Villa d'Este e Villa Gregoriana.
A Tivoli c'è un traffico incredibile e dato che le strade non sono enormi, l'ingorgo è inevitabile. Finalmente riusciamo a parcheggiare in un multipiano vicino a una rocca. Siamo anche all'ombra e questo va benissimo dato che è tornato il gran caldo.
A piedi si raggiungono velocemente entrambe le ville e noi decidiamo di visitare per prima la villa Gregoriana (http://www.villagregoriana.it - biglietto 5€ + 4€ per audioguida). La villa in realtà è un grande parco con pochi resti di una villa romana. E' comunque meraviglioso soprattutto per il lavoro che il FAI ha fatto negli ultimi anni. Molto bella è la cascata realizzata nel 1834 sotto Papa Gregorio XVI, con la deviazione dell'Aniene che a monte provocava terribili alluvioni.
In un altro punto del parco c'è un'altra cascata, meno spettacolare ma molto carina e scendendo alla sua base pare si essere totalmente immersi nella natura selvaggia.
Villa d'Este invece (http://www.villadestetivoli.info - biglietto 10€) è tutta un'altra cosa. E' una villa vera e propria, iniziata nella seconda metà del '500, con grandi saloni affrescati e un immenso giardino con decine e decine di fontane e giochi d'acqua. Come dicono sul sito, Villa d'Este "è un capolavoro del giardino italiano, è inserita nella lista UNESCO del patrimonio mondiale, con l’impressionante concentrazione di fontane, ninfei, grotte, giochi d’acqua e musiche idrauliche costituisce un modello più volte emulato nei giardini europei del manierismo e del barocco."
Sono due luoghi assolutamente diversi e non paragonabili, ma entrambi di grande fascino.
Dopo la visita e il pranzo in un pub in città, arriviamo a Tivoli Terme dove abbiamo prenotato l'hotel. E' nuovo e ben curato. Si trova inoltre in una via laterale della tiburtina, quindi è piuttosto tranquillo. Vorremmo andare alle terme a rilassarci un po' ma purtroppo alle 18 chiudono e non facciamo in tempo. Peccato.Per cena una pizza senza infamia e senza lode da Tommaso.

Venerdì 9 luglio (Caserta - Caserta Vecchia)
Partiamo alle 8.15 per Caserta dove arriviamo alle 10.15. L'idea è di visitare il parco della famosissima Reggia e poi di spostarci a Caserta Vecchia a visitare il borgo per poi decidere cosa fare dei prossimi giorni della nostra vacanza. Dopo aver visitato infatti i luoghi che ci interessavano tanto e visto il caldo che non vuole proprio calare, pensiamo di scegliere una località di mare dove rilassarci e rinfrescarci un po'.
Appena arriato veniamo invitati in modo molto plateale all'interno di un parcheggio. Non sembra proprio un parcheggio ufficiale ma ormai siamo lì, il prezzo non è eccessivo (5€ per tutta la giornata) e siamo un po' stanchi. Speriamo solo di trovare tutto a posto al nostro ritorno. In un paio di minuti siamo alla Reggia. E' davvero imponente. L'ingresso costa 3€ a persona per il parco e 7€ per visitare anche gli interni.
Scegliamo la prima opzione. Il parco è davvero immenso e bellissimo. Villa d'Este ora sembra minuscola. Però, se devo fare una critica, Villa d'Este era molto più curata, con tanti fiori e i prati tagliati per bene. Qui invece fuori dai percorsi l'erba è altissima, i vasi sono vuoti e un po' ovunque ci sono carte di caramelle e bottigliette di plastica. Un vero peccato, soprattutto al pensiero che c'è ancora gente che non pensa prima di buttare rifiuti per terra. A parte questo, il percorso è davvero lungo e anche qui si vedono fontane e giochi d'acqua, tutti costruiti lungo un asse rettilineo che conduce, alla fine ad una vera e propria cascata da cui si riesce ancora a vedere la villa. Bellissimo! Tanti portano panini e fanno pic nic nei prati, oppure fanno jogging e girano in bicicletta. Questo è un aspetto molto bello del parco perché è vissuto e non considerato solo un museo da ammirare da lontano.
Usciamo che è già passata l'una così andiamo in Hotel a lasciare i bagagli e a cercare un posto per mangiare. L'hotel è appena fuori dal paese in alto sulla collina; sembra di essere lontani dal mondo, soprattutto dopo il traffico assordante della città che durante il tragitto si vede sotto noi. Man mano che saliamo però le case diminuiscono e ci sono solo il sole cocente e campi di ulivi.
L'hotel che non è molto grande ma sembra carino e curato. Sul retro ha anche una bella piscina e già pregustiamo una nuotata ristoratrice. La stanza delude un po' le aspettative, ma è pulita e per una notte va benissimo. Pranziamo in un ristorante pizzeria poco distante con due super antipasti che facciamo fatica a finire poi ci riposiamo un po' e andiamo in piscina dove Roby diventa l'insegnante di tuffi di alcuni bambini della zona. Verso sera saliamo al paese e dopo aver fatto due passi tra le viette, in cui sembra di aver fatto un tuffo di secoli nel passato, torniamo al ristorante dove a vevamo pranzato per mangiare un po' di pesce fresco. La cena è buona e non spendiamo molto (50€) però il servizio è da rivedere: ci portano tre contorni e un secondo e a Roby tocca un bicchiere da birra per il vino. Da ridere!

Sabato 10 luglio (Giovinazzo)
Alla fine, dopo varie pensate, decidiamo di trascorrere il resto della vacanza in Puglia. Partiamo verso le 9 per Giovinazzo, vicino a Bari. Vogliamo dare una sbirciatina alla costa Adriatica per poi scendere verso Taranto.
Arriviamo alle 11.20. L'albergo è fuori dal paese, in una zona tranquilla a 400m. dal mare. Come può essere falsa la pubblicità! E' vero che la zona è tranquilla ed è immerso nel verde, però è attaccato alla ferrovia e nonostante la doppia finestra, sembra che il treno passi sotto al nostro letto. Senza contare l'ascensore che sembra passare dal bagno. Inoltre i 400m. dal mare sono in linea d'aria, ma di fronte non c'è nessun accesso quindi è obbligatorio prendere la macchina. La stanza comunque è piccola ma confortevole anche se, la collocazione non fa valere le sue 4 stelle. Un'altra poi la perderà la mattina seguente con la colazione davvero orribile in un salone disordinato ocn il buffet già vuoto alle 8.30. Senza contare che a cena ci cosigliano di non fermarci al ristorante perché c'è una grande comitiva e prima delle 10 non potrebbero servirci. Rispetto all'hotel a Bettona, è un altro pianeta.
In auto arriviamo a Giovinazzo dove però la spiaggia è una sottile linea con piccoli sassi cui si accede con delle scalette. Il paese in compenso è molto carino e tutto in pietra bianca.
Il mare è pulito e piuttosto calmo e per essere sabato non c'è molta gente. Restiamo in spiaggia per il pomeriggio poi torniamo in hotel a pianificare il viaggio di domani. Non credo proprio che ci fermeremo qui.
Alla fine scegliamo un campeggio a Porto Cesareo nel Salento, dove resteremo fino a venerdì. Abbiamo voglia di fare qualche giorno in tenda, vicino al mare e senza le regole e gli orari degli alberghi.
Verso sera andiamo a fare due passi a Giovinazzo. Con la luce del tramonto i colori delle case e del mare sono spettacolari; inoltre c'è tanta gente in giro. Camminiamo sul lungo mare alla ricerca in un posto per cenare. Non vorremmo pizza ma alla fine ci fermiamo in una pizzeria dove fanno solo quello. Ci piaceva l'idea di cenare all'aperto, guardando il mare. Dopo cena torniamo verso il porto. C'è tantissima gente affiacciata sul molo e pare che aspettimo qualcosa. Dopo poco arriva dalla chiesa una processione e il sacerdote si ferma sulla riva. Le lampare sono illuminate, in attesa. Dopo un po' arrivano delle imbarcazioni dal mare portando un santo su un baldacchino. Il tramonto è quasi finito; il mare all'orizzonte è rosso fuoco mentre più vicino è già nero e luccicante per le luci del porto. L'atmosfera è molto suggestiva. Quando il santo viene portato a terra partono i fuochi d'artificio e anche il cielo brilla di mille colori.
Torniamo in camera con la speranza che i treni non viaggino tutta la notte e che l'ascensore smetta di andare su e giù. Per fortuna tutto questo succede abbastanza presto così riusciamo a dormire.

Domenica 11 luglio (Porto Cesareo)
Dopo colazione partiamo per Porto Cesareo. Il navigatore ci fa prendere la strada per Brindisi per poi attraversare il tacco verso lo Ionio. Sulla tangenziale di Bari c'è un traffico incredibile di gente che va al mare, ma per fortuna dopo le prime due-tre uscite torna la calma. Durante il viaggio, pian piano le colline disseminate di impianti di eolico, lasciano il passo ad una pianura arida e pietrosa con distese di olivi a perdita d'occhio. Dopo circa 1 ora e mezza vediamo l'uscita per Ostuni. Ci fermiamo per sgranchirci un po' e per dare un'occhiata alla "città bianca". E' davvero bella, arroccata sull'unica altura della zona. Le case in centro sono tutte di pietra bianca... un gioiellino.
Arriviamo a Punta Lapillo, un po' fuori da Porto Cesareo dopo un'ora e mezza. Il campeggio che abbiamo scelto è ilTorre Castiglione, vicino all'omonima torre. In Puglia lungo la costa, ci sono tantissime torri di avvistamento, alcune ancora ben conservate altre quasi del tutto distrutte. Sono un ottimo punto di riferimento anche per le spiagge perché sono segnate sulle carte stradali.
Il campeggio è piuttosto grande, è sul mare, ed ha le piazzole ombreggiate, grandi circa 5x5 o poco meno. Non c'è distinzione tra piazzole per tenda e per camper quindi siamo tutti mescolati. Le auto invece stanno in un parcheggio appena fuori. I bagni sono grandissimi e super puliti come pure le zone esterne con i lavandini. Le docce calde sono a gettone (0,50€ per 4 minuti). Il self service alla sera diventa ristorante pizzeria e non è male. Il market è piuttosto caro ma ben fornito.
Montiamo la tenda e ci fermiamo a mangiare al self service del campeggio (11€ per due primi e 2 contorni). Subito dopo andiamo al mare. E' meraviglioso. L'acqua è limpidissima e trasparente. La spiaggia davanti al campeggio però è piuttosto affollata quindi ci spostiamo sulla sinistra verso Torre Castiglione. Dopo 5 minuti (o forse meno) arriviamo alla torre che è su una punta. Appena dopo c'è una piccola baia con una spiaggetta. Ci sono un po' di ombrelloni ma niente di che e il mare qui è davvero indescrivibile. La sabbia è molto chiara e l'acqua è trasparente. Sembra di essere ai Caraibi. Restiamo per tutto il pomeriggio. Fa molto caldo ma dopo un bagno nell'acqua gelata sia sta benone anche al sole.
Per cena ci fermiamo al campeggio. Siamo troppo stanchi per andare a cercare un locale fuori. Per due primi, due insalate e birra spendiamo 28€.
Alla sera il riposo inizia a mezzanotte e fino a quell'ora la musica è altissima. Peccato, per noi è l'unico vero difetto di questo posto.

Lunedì 12 agosto
Sveglia poco prima delle 7 perché qui tutti cominciano a trafficare e dormire ormai è impossibile. Oggi sarà una giornata di tutto relax per riprenderci dai 1.600 km fatti fin qui.
Verso sera andiamo a Porto Cesareo a fare due passi. E' un bel paese con una grande baia e una torre (Torre Cesarea) ancora ben tenuta, che è diventata la sede della Guardia di Finanza. Il centro è pieno di negozi quindi facciamo due passi prima di fermarci in un ristorante per cena. Si chiama Da Antimo e cucina pesce. C'è tanta gente e si sta abbastanza bene. Spendiamo 65€ per un antipasto, due secondi, 2 insalate, sorbetto e vino.

Martedì 13 agosto (Gallipoli e Leuca)
Questa mattina abbiamo pensato di andare a Leuca a vedere l'incontro tra l'Adriatico e lo Ionio. pare infatti che ci sia un punto in cui le due correnti si uniscono e da terra lo si vede distintamente. Per arrivare ci vuole un'ora su una bella strada interna costeggiata da filari di meravigliosi oleandri, oltre a distese di olivi a perdita d'occhio. Bellissimo!
Arriviamo a Leuca. Ovunque ci sono baracchini di persone che offrono gite alle grotte o che noleggiano imbarcazioni. Fa caldissimo! Saliamo al santuario da dove si gode di una meravigliosa vista sull'area circostante e sul porto. Purtroppo però i due mari sono entrambi talmente calmi che sembran uno solo. Non vediamo proprio nulla della linea di congiunzione.
Torniamo verso nord e ci fermiamo a Gallipoli. L'idea è di trovare una spiaggia ma sono tutte affollatissime ed è già mezzogiorno. Entriamo in paese per pranzare. Il paese è davvero grande e pieno di negozi e locali con tavolini all'aperto. Pranziamo con due belle insalate e io provo il famoso caffè al ghiaccio con latte di mandorla. E' molto dolce e non sa più di caffè. Per me è buonissimo mentre a Roby, che ama il caffè nero, non piace per niente.
Dopo Gallipoli, tappa al campeggio per riposare un po', vista la calura. Oggi è davvero impossibile stare in spiaggia alle due.
Verso le quattro tentiamo di seguire le indicazioni di una vecchia guida del Touring sulle spiagge più belle d'Italia e andiamo verso Punta Prosciutto che in auto dovrebbe essere piuttosto vicina. Percorriamo la strada verso sinistra all'uscita del campeggio fino all'indicazione per Punta Prosciutto e Torre Colimena, sempre a sinistra. Poi ad un certo punto lasciamo la strada asfaltata e arriviamo al mare.La spiaggia è piena di alghe secche e nei tratti liberi c'è già gente. In lontananza però, dall'altra parte della grane baia, si vede una lunga spiaggia di sabbia chiarissima e pare non ci sia nessuno. Riprendiamo la macchina e tentiamo di raggiungerla. Percorriamo per un breve tratto una stradina tra i cannicci e arriviamo ad uno slargo dove ci sono poche auto parcheggiate. C'è anche un pannello che descrive la riserva naturale in cui ci troviamo.
Troviamo presto un accesso al mare e arriviamo alla spiaggia passando attraverso la splendida macchia mediterranea con cespugli non molto alti e qua e là gigli di mare bianchi. Anche qui ci sono punti pieni di cumuli di alghe secche, ma più avanti c'è un luogo davvero magnifico. La sabbia è quasi bianca e fine come borotalco mentre l'acqua è limpidissima e nemmeno tanto fredda. Ho letto che su questa spiaggia spesso si fanno servizi fotografici per cataloghi che pubblicizzano spiagge caraibiche. Non stento a crederci, anche se la cosa mi sembra un po' disonesta. Inoltre, cosa incredibile, non c'è quasi nessuno: 10 ombrelloni in tutto! Il paradiso.

Mercoledì 14 e giovedì 15 luglio
Due giornate di tutto relax alla spiaggia di Torre Castiglione al mattino e a quella di Punta Prosciutto al pomeriggio. Ogni giorno restiamo stupiti dalla bellezza dell'acqua e rattristati dai tanti rifiuti lasciati in giro nelle riserve naturali.

Venerdì 16 luglio (Cremona) Oggi si torna a casa. Volevamo fare qualche tappa anche al ritorno, ma fa troppo caldo, sembra di avere sempre un phone puntato in faccia. Alla TV dicono che questo è un anno record per le alte temperature e noi ci crediamo assolutamente.
L'autostrada Adriatica è una bella strada (980 Km da Porto Cesareo a Cremona), in buona parte con il mare da un lato e le colline dall'altro e affiancata da bellissimi oleandri fioriti. Attraversa quasi tutta l'Italia e si vedono man mano i cambiamenti di paesaggio. Davvero piacevole, nonostante per noi segni la fine di una bellissima vacanza.
 

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