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In auto lungo le coste della Sicilia (4-18 luglio 2007)

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panorami della Sicilia

 

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4-18 luglio 2007

Mezzi di trasporto:
auto:km tot. 3.100
nave andata: Grandi navi veloci da Civitavecchia a Palermo; 238,20€ in due con auto e cabina doppia interna

Pernottamenti:

  • Eraclea Minoa: Campeggio Minoa Village *** - 60€ notte e colazione in due in camera con bagno e veranda esterna. Chi si ferma in tenda è sotto una bellissima pineta.
  • San Vito lo Capo: Hotel Paradise *** - 70€ notte e colazione in due
  • Cefalù: Campeggio Costa Ponente *** - 60€ notte + 25€ di pulizie finali in casa mobile con bagno, cucina attrezzata con stoviglie e frigo capiente e veranda in legno con angolo cottura e lavello (comodissimo). Per chi volesse fermarsi in tenda le piazzole mi sono sembrate piuttosto soleggiate.
  • Capo d'Orlando - Campeggio Santa Rosa *** - 6€ al giorno la tenda + 6€ al giorno a persona + 3€ al giorno l'automobile. È abbastanza spartano ma pulito. la posizione in una limonaia è davvero splendida per l'ombreggiatura.
  • Sorrento - Hotel Settimo Cielo *** - 140€ notte e colazione. Bella posizione ma decisamente troppo caro

 

La partenza è fissata per il 4 luglio, ma il viaggio inizia idealmente il 26 giugno quando decidiamo definitivamente la nostra meta e prenotiamo la nave che da Civitavecchia ci porterà a Palermo. La partenza è alle 20.00 ma dobbiamo essere all'imbarco per le 18.00.

 

mercoledì 4 luglio
Partiamo alle 10.30. Il traffico è molto scorrevole. Con una breve pausa per un panino e un caffè, siamo a Civitavecchia alle 16.40. Facciamo due passi sul lungo mare per sgranchirci le gambe. Fa caldo ma c'è vento per fortuna anche se l'aria è umida. Ci fermiamo in un bar e prendiamo due acque toniche carissime... 6€! Bell'inizio.
Alle 18 circa ci imbarchiamo e dopo poco siamo in cabina. Si gela! L'aria condizionata è spenta ma deve esserci un sistema di condizionamento nel contro soffitto che non si può gestire. Ricordavo la stessa cosa sul traghetto per la Sardegna, qualche anno fa. In effetti, anche se la compagnia non è la stessa, la nave è identica. Anche il trompe d'oeil sulla parete è uguale. Ricordate quindi di portare a bordo un maglioncino, non ve ne pentirete.
Alle 20.15 salpiamo. Il mare è un po' mosso e si balla un pochino, quindi nonostante più tardi si calmi, arriviamo un po' in ritardo.

 

giovedì 5 luglio
Capo Bianco dalla spiaggia del campeggioAlle 9.15 attracchiamo al porto di Palermo e mezzora dopo sbarchiamo. Dopo un'altra mezzora riusciamo a uscire dalla trafficatissima città. Questa per noi sarà una vacanza rilassante all'insegna della natura, quindi le città non sono contemplate. Torneremo per questo, magari in una stagione diversa.
Imbocchiamo la A29 verso Trapani aspettandoci una strada altrettanto trafficata. Invece, con piacevole sorpresa, oltre a non esserci quasi nessuno, l'autostrada è a due corsie, molto ben tenuta e bordata di splendidi oleandri. Gli oleandri, una pianta che a me piace moltissimo, ci accompagneranno per tutta la vacanza in tutte le loro splendide varianti di colore. Questo tratto poi non è nemmeno a pagamento, quindi ancora meglio.
Prima di partire eravamo orientati per San Vito lo Capo però siamo attratti anche da Eraclea Minoa (AG) così fino al bivio di Castellammare siamo in dubbio. Arrivati alla deviazione puntiamo a sud, e a Castelvetrano usciamo dall'autostrada con direzione Eraclea Minoa. Una mia collega c'è stata l'anno scorso ad agosto e ha detto che il panorama è meraviglioso. C'è una lunghissima spiaggia senza praticamente nessuno. Qui pare che l'acqua sia più fredda che a nord quindi i siciliani tendono ad evitarla. Alle 12.15 siamo al campeggio Minoa Village. Affittiamo una camera con bagno e veranda, davvero carina. C'è persino l'aria condizionata. A parte il primo giorno (la camera doveva essere chiusa da molto e quindi era un po' umida) devo dire che non è servita molto.
Il ristorante apre solo alla sera quindi compriamo un po' di pane, salumi e una birra al market e pranziamo in veranda godendoci la vista sulla pineta e sul mare. Dopo pranzo andiamo in spiaggia. La vista è davvero splendida con Capo Bianco alle spalle della lunghissima spiaggia. È davvero maestoso. Sembra tuffarsi nel mare dandogli un colore azzurro intenso. Il silenzio che regna tutt'intorno poi contribuisce non poco al fascino del paesaggio. C'è pochissima gente, un po' perché siamo solo all'inizio della stagione, un po' perché l'acqua a sud dell'isola è molto (ma davvero molto) fredda. Peccato solo che il mare sia mosso e ci sia tanto vento. Chissà come deve essere quando tutto è tranquillo! Ci corichiamo sugli asciugamani ma la sabbia pizzica la pelle. Solo dopo le 17 si calma e allora, anche se le onde sono ancora belle spumeggianti, in spiaggia si sta davvero benissimo. Restiamo fino all'ultimo attimo di luce, quando il sole scompare dietro la montagna che incombe alta e candida alle nostre spalle.
Davvero un bel posto ma, almeno per ora, non è adatto né a fare un bagno né tanto meno delle immersioni.
Per cena ci fermiamo al ristorante del campeggio. niente di speciale ma neanche male.

 

Venerdì 6 luglio
tempio della ConcordiaSveglia alle 7.30 per andare alla Valle dei templi di Agrigento (ingresso 6€ a persona, guida 7€ a persona). Vogliamo arrivare prima che sia troppo caldo e affollato. La scelta risulterà ottima perché verso le 12.30 il parcheggio, che al nostro arrivo è vuoto, è gremito di auto e pullman e inoltre comincia a fare davvero molto caldo. Non oso immaginare la lunga salita verso il tempio della Concordia sotto questo sole.
Ci vogliono circa 40 minuti per arrivare da Eraclea e la visita guidata dura circa 2 ore. Il panorama dalla valle è davvero uno spettacolo, oltre naturalmente ai monumenti che si impongono alla vista all'arrivo del visitatore. Durante la visita, oltre ad ammirare meravigliose testimonianze del passato, si è sempre immersi in un vero paradiso della natura. Il sito è su una collina che si affaccia sul mare, in uno splendido giardino di olivi secolari e mandorli. I contrasti di colore sono nettissimi, dal giallo della pietra al blu al verde. Indimenticabile! Dopo la visita siamo un po' stanchi quindi ci fermiamo a Siculiana a comprare qualcosa per il pranzo e torniamo a campeggio.
la spiaggia della riseva del PlataniNel pomeriggio andiamo alla riserva naturale della foce del fiume Platani, che ci è stato segnalato come una riserva bellissima con una lunghissima spiaggia di sabbia bianca (circa 5 Km) dove regna la pace assoluta. In auto si prende la statale 115 verso Trapani e dopo pochissimi Km si gira per Borgosignore. Da lì ci sono le indicazioni per la riserva. Lasciamo la macchina in un piccolo parcheggio ed entriamo in una freschissima pineta. Il sentiero va in due direzioni. Un anziano signore seduto all'entrata ci consiglia di andare verso destra. Al momento non capiamo ma al ritorno ci fermiamo a chiacchierare con lui e scopriamo che il sentiero di sinistra, che porta alla foce del fiume, è frequentato da nudisti perché il cammino per arrivare è piuttosto lungo e la spiaggia è molto riparata.
Comunque sia, dopo aver attraversato la pineta, attrezzata anche con tavoli e panche per il pic nic, in 5 minuti ci sia apre la vista della spiaggia... che comunque avevamo ampiamente sentito prima di arrivare dato il fragore delle onde. Nonostante il mare mosso comunque non restiamo delusi. Non c'è nessuno e il vento non è troppo fastidioso.
Dopo il relax sulla spiaggia torniamo a Eraclea decisi a visitare le rovine archeologiche che si trovano sopra a Capo Bianco. Purtroppo sono già le 19 e il sito è chiuso. Facciamo allora una passeggiata verso la punta del Capo per ammirare la spiaggia di Eraclea dall'alto. È davvero bellissimo. Si intravede anche il teatro romano e soprattutto una brutta struttura che lo ricopre, pare per proteggerlo dalle intemperie.
Per cena andiamo alla pizzeria Sabbia d'Oro, vicino alla spiaggia. Abbiamo mangiato 1 antipasto di pesce e 1 piatto di cozze al limone, un'orata alla griglia e un piatto di calamari fritti, 2 insalate miste, acqua e vino (Mandrarossa Sauvignon) per 50€. Niente di super speciale ma neanche male.

 

Sabato 7 luglio
riserva dello Zingaro vista dall'ingressoPartenza ore 9,45 per San Vito lo Capo. Un po' ci dispiace partire ma il mare è sempre mosso e vogliamo vedere se a nord le cose migliorano.
La strada è tranquilla e il paesaggio man mano che procediamo si fa sempre più brullo. Ogni tanto vediamo i segni degli incendi delle scorse settimane. Non è difficile credere che si possano propagare tanto in fretta con la vegetazione così secca.
Arriviamo verso le 12 e ci fermiamo al campeggio El Bahira, segnalato dalla guida come uno dei più grandi della zona. La posizione è davvero invidiabile, proprio sul mare però è talmente grande, affollato e con la musica a tutto volume che non fa per noi. Entriamo in paese e facciamo un giro in macchina. È affollatissimo. Gente e auto ovunque. Un po' per la stanchezza e il caldo e un po' per l'affollamento capiamo subito che non ci fermeremo molto così prendiamo una stanza nel primo albergo un po' fuori dal centro che incontriamo. Resteremo solo per il weekend. Con il senno di poi sarebbe sicuramente stato meglio restare a Eraclea sabato e domenica. Probabilmente durante la settimana c'è un po' meno gente. L'Hotel Paradise è carino, in stile arabeggiante come un po' tutto a San Vito. Il paese infatti rispecchia molto l'architettura araba. Le case hanno il tetto piatto, sono gialle, color della terra. Le imposte, chiuse per il sole, sono invece tutte colorate. Per il paese all'ora di pranzo non c'è quasi nessuno, sono tutti al mare. La sera però tutto si anima, i ristornati si riempiono e tante porte che sembravano ingressi di abitazioni, si aprono rivelando la presenza di un gran numero di negozi e negozietti.
Il pomeriggio comunque lo trascorriamo al mare. Il mare è turchese, calmo e la spiaggia, abbastanza grande, è di sabbia chiara e fine. Unico problema... la folla ma per il resto è davvero bello. L'acqua poi è molto più calda che a sud, complice il fatto che siamo in una baia abbastanza riparata dal Capo.
Alla sera ceniamo in un piccolo ristorante sulla via principale con cous cous di pesce e cassata. Buoni, ma vista la fama del paese per il cous cous pensavo meglio, soprattutto mi è sembrato che il pesce fosse piuttosto scarso.

 

Domenica 8 luglio
Sveglia alle 7.30 per andare alla Riserva dello Zingaro con la speranza di anticipare, almeno un po', la folla domenicale. Si tratta infatti di una riserva naturale molto famosa in Sicilia e molta gente la visita per passarci una giornata. L'ingresso costa 3€ a persona e li vale davvero tutti.
Da San Vito lo Capo dista circa 10Km. La macchina si può lasciare vicino all'ingresso, poi si procede a pieni su sentieri ben tracciati. La vista è incredibile anche se molto diversa da come me l'aspettavo. La vegetazione è bassa, fatta di olivi, fichi d'India, cespugli di rosmarino e arbusti di vario genere.
vista della riserva dello ZingaroIl mare, calmissimo, è trasparente e nelle varie calette che si susseguono sembra di essere in una costa caraibica. All'ingresso ci dicono che è possibile percorrere il sentiero fino alla terza caletta perché una frana ha interrotto il percorso. Normalmente infatti chi ama camminare molto può arrivare molto più a sud fino a Scopello, dove si trova l'altro ingresso. Credo però che siano parecchie ore di cammino.
In un quarto d'ora arriviamo alla prima caletta ma non ci fermiamo perché c'è già parecchia gente. Alla seconda spiaggia si sta davvero bene.
Un consiglio: portate da bere (tanto!) e da mangiare perché all'interno non c'è nulla e vale la pena restare per la giornata). Quando anche la seconda caletta si riempie, prendiamo un sentiero che sale verso l'interno. Arriviamo ad una grotta molto grande e popolata da uccelli. Qui fa fresco, un bel sollievo visto che è già mezzogiorno e fa piuttosto caldo. Ci fermiamo qui per pranzare e rinfrescarci un po', poi proseguiamo verso la caletta più lontana.
La vediamo dall'alto e la vista è difficile da descrivere a parole. La spiaggetta, molto piccola, è bianca e sassosa; l'acqua è di un azzurro chiarissimo che diventa sempre più intenso verso il largo. Scendiamo per una scalinata di pietra e arriviamo in breve tempo. La spiaggia è all'ombra a quest'ora ed è quasi interamente all'interno di una grotta. Davvero suggestivo. Visto il caldo che fa fuori non ci spiace lasciare riposare la pelle.
La passeggiata di ritorno sembra molto più breve, forse perché non continuiamo a cambiare sentiero, comunque è piacevolissimo e in un'oretta siamo arrivati.
Per cena del buon pesce fritto al solito ristorante e poi due coppe di gelato davvero meravigliose. La gelateria è quella sulla destra guardando la chiesa. È affollatissima ma vale la pena aspettare un attimo.

 

lunedì 9 luglio
Ore 9.30 partenza per Cefalù.
Nemmeno oggi per strada c'è traffico, quindi il viaggio è tranquillo. Solo a Palermo, che purtroppo bisogna attraversare, facciamo un po' di coda. vista del mare blu intensoIl viaggio è piacevole perché l'autostrada corre lungo il mare ed è percorsa per tutto il tragitto dai soli magnifici oleandri. Inoltre man mano che procediamo verso est, la vegetazione è sempre più verde e spuntano pian piano i primo alberi di una certa statura. Solo Termini Imerese interrompe la bellezza del paesaggio con le sue alte ciminiere. Spiace che nonostante le sue terme sia nota solo per la zona industriale, ma purtroppo è davvero difficile pensare diversamente, almeno quando si è di passaggio.
In due ore comunque siamo arrivati.
La guida segnala il campeggio Costa Ponente, 3Km prima del paese. Al momento però non lo vediamo così lo superiamo e arriviamo in paese. Come in tutti i paesi visti fin qui, il traffico si concentra in modo indicibile. Usciamo alla svelta e seguiamo l'indicazione per il campeggio. È vicino al mare e ha delle belle case mobili. L'aria condizionata non funziona. Però a parte il primo momento (la camera doveva essere chiusa da un po' e si è surriscaldata) non sarebbe servita comunque, quindi non c'è problema. Abbiamo la stanza da letto, il bagno con cabina doccia, un salottino, la cucina attrezzata con stoviglie e anche una bellissima veranda con fornelli e lavello, oltre ad una stanzetta con due letti singole che usiamo per le valige. Il tutto circondato da oleandri, ulivi e fori di vario genere e colore. Per chi ha la tenda invece non so se è la soluzione ideale perché le piazzole non ci sono sembrate molto ombreggiate.
Il market chiude alle 12,30 quindi visto che l'abbiamo mancato per 5 minuti, aspettiamo che apra il ristornate. All'una apre e ... devo dire che non è proprio un ristorante. Da una finestra sulla cucina, vediamo alcune teglie e il cuoco ci descrive cannelloni, insalata di riso, cotolette e altri piatti del genere. Optiamo per l'insalata di riso che ci viene servita con piatti e posate di carta. Devo dire che l'unica cosa che davvero mi è dispiaciuta di questo campeggio è che tutto è di plastica, anche il bicchierino del caffè. Uno spreco un po' ingiustificato a mio parere.
Comunque non mangiamo male e spendiamo davvero pochissimo. Soprattutto, ci sono dei grossi tavoli con panche sotto ad un porticato ben ventilato dove si sta benissimo. C'è persino un'enorme piscina, che non useremo mai.
Il posto è abbastanza spartano, ma si sta bene. La stagione è all'inizio e anche qui c'è ancora pochissima gente.
Il mare è più in basso e per raggiungerlo c'è una scalinata. Dall'alto è davvero bello.
il mare a CefalùDopo un po' di relax andiamo in spiaggia muniti di maschera e pinne. Che pace! Facciamo un bel bagno. L'acqua è solo leggermente increspata ma è abbastanza limpida. Sul fondo c'è molta posidonia ed è pieno di minuscoli anemoni, segno che l'acqua è pulita. Ci sono poi molti scoglietti e rocce di vario genere affioranti e non, così è piacevole fare snorkelling per vedere la vegetazione che li ricopre sottacqua.
A sera il caldo si placa, è ventilato e le colline verdeggianti tutt'intorno sono davvero splendide illuminate dal rosso del tramonto. Questo è il paesaggio che fa per me.
Per cena andiamo a Cefalù e scopriamo l'altro volto di questa cittadina, la città vecchia. Seguiamo il consiglio del campeggiatore ed evitiamo di entrare in macchina in paese. Subito dopo il distributore dell'Agip, svoltiamo a destra verso Messina. Seguiamo le indicazioni per l'eliporto e poi per il porto. Parcheggiamo in fondo alla discesa che arriva al porto. È libero e la camminata è breve e piacevole, sul lungomare. Il paese è molto bello anche se alla sera si perdono un po' i dettagli. L'illuminazione infatti è soffusa e garantita, nelle viuzze, solo da qualche lampione qua e là e dalle porte aperte dei negozietti. L'atmosfera è piacevole e rilassante. Sono però le nove passate, quindi la nostra priorità è la cena. Guardiamo i vari menù esposti ed entriamo in un bellissimo ristorante (Il Saraceno) con terrazza sul mare. Alla vista sembra carissimo ma i prezzi indicati sul menù ci smentiscono. Più avanti i ragazzi del campeggio ci diranno che è uno dei migliori ristoranti di Cefalù per il pesce. Noi però non lo sappiamo ancora e questa sera abbiamo voglia di pizza. È abbastanza buona ma niente di straordinario. Per due pizze, due birre e un sorbetto spendiamo 35€ che per noi è abbastanza normale, ma da quelle parti ci dicono che è carissimo.
Dopo cena siamo davvero stanchi così rimandiamo ad un altro giorno la visita al paese. Torniamo al campeggio seguendo le indicazioni per l'autostrada. Ci vuole circa un quarto d'ora.

 

Martedì 10 luglio
Sveglia alle 7.30 per un bel bagno mattutino. Alle 8.00 siamo in spiaggia e non c'è quasi nessuno. Il mare è un olio e l'acqua è limpidissima. Roby avvista persino due polpi che al nostro passaggio si rifugiano contro una roccia mimetizzandosi istantaneamente. Che creature meravigliose. C'è anche un grosso mollusco che si sposta sul fondo sabbioso con la propria conchiglia, lasciano una profonda scia sulla sabbia. Oggi poi si vedono ancora meglio i dettagli sulle rocce e le sfumature viola degli anemoni.
Castello di CastelbuonoVerso le 10.30 il sole comincia a scottare un po' troppo così andiamo a fare un giro nei dintorni. Nel frattempo però si rannuvola e si alza un po' di vento. Che fortuna! Possiamo fare un bel giro a Cefalù senza morire di caldo. Di giorno fa un'impressione del tutto diversa. I negozi sono tutti aperti e le vie alte e strettissime sembrano chiudersi sulla gente di passaggio.
La piazza del Duomo, che ieri non avevamo visto, è davvero bella con l'imponente Cattedrale Normanna e l'ancora più imponente Rupe alle sue spalle. Ma noi, che siamo golosi, siamo ancora più attratti dai dolcetti alle mandorle esposti nella vetrina della pasticceria all'angolo della piazza. Non resistiamo e ne compriamo un po'. Prendiamo anche un gelato, ma devo ammettere che in questo caso San Vito lo capo ha qualche punto in più.
Dopo un panino sul lungomare torniamo alla macchina con l'idea di una breve escursione verso l'interno, nel parco delle Madonie. Saliamo fino a Castelbuono (poco più di 20Km).
Il tragitto è tutto a curve in un paesaggio molto bello tra le colline. Arriviamo in questo paese noto per il suo castello normanno. Quando arriviamo però è chiuso. Riapre alle 15 e 15 però fa caldo anche se il sole va e viene, le curve non mi hanno fatto benissimo quindi decidiamo di rientrare.
Un consiglio: se amate la tranquillità, evitate la spiaggia di Cefalù. Nonostante la giornata non sia bellissima e la spiaggia sia davvero lunga, è molto affollata. Molto meglio al campeggio.
Verso sera torniamo al mare per un bagno ma l'acqua è increspata e torbida.
Per cena cuciniamo una pasta in veranda, si sta davvero benissimo.
Altro consiglio: abbiamo acquistato la pasta e un sugo nel negozio di prodotti tipici che si trova all'ingresso del paese. Il negozio è invitante anche se piuttosto caro... non fatelo. Sono i soliti prodotti da turisti che non valgono la spesa.

 

mercoledì 11 luglio
Sveglia alle 7.00 per fare un bel bagno come ieri mattina.
ingresso del castello di CaccamoAndiamo verso il mare ancora un po' assonnati e con un dubbio. Il fragore che arriva dal basso non fa presagire niente di buono e infatti riceviamo un'amara sorpresa: oltre al cielo coperto, le onde spumeggianti ci scoraggiano subito. Sembra un altro mare rispetto a ieri. Che peccato, dobbiamo partire domani e ci sarebbe piaciuto fare ancora un po' di snorkelling in queste acque. Il bar poi non apre fino alle 8.15 quindi dobbiamo anche aspettare per la colazione.
Nel frattempo cerchiamo sulla cartina un posto da visitare per passare la giornata.
Optiamo per Caccamo, un paese in collina a circa 10Km da termini Imerese, dove si trova uno dei castelli normanni meglio conservati della Sicilia.
Quando arriviamo fa quasi freddo e il castello si impone subito al visita. L'ingresso costa solo 2€ così entriamo a visitarlo. È bello anche se non molto grande. È arroccato sulla montagna ed ha un piccolo lago alle spalle. Dopo la visita e due passi in paese torniamo al campeggio. Adesso però il mare è davvero in burrasca e di fare il bagno non se ne parla. Da Cremona mi dicono che tutta l'Italia è perturbata: in montagna sta nevicando e nella Pianura Padana ci sono state trombe d'aria e allagamenti. A questo punto credo che non ci possiamo lamentare. Almeno qui ogni tanto il sole si fa vedere.
Ceniamo al ristorante Calanica, vicino al campeggio. Mangiamo cozze per antipasto, 1 grigliata e un piatto di pesce fritto. Con il vino spendiamo 61€. Decisamente troppo caro per la qualità della cena.
Domani si parte e anche se il mare è stato un po' capriccioso sono stata proprio bene qui. Il campeggio poi è davvero accogliente, anche se il ristorante non è proprio un ristornate e il market potrebbe tenere aperto un po' di più. Unico vero neo è la pulizia delle spiagge. Temevo peggio però anche se non sono molti, i mozziconi, le bottiglie di plastica e le lattine non dovrebbero proprio esserci.

 

giovedì 12 luglio
Ore 9.30 partenza con direzione Messina. Chissà quale sarà la nostra prossima tappa?
Sulla guida delle spiagge più belle d'Italia è indicato Capo d'Orlando, così visto che siamo ispirati anche da un campeggio sul mare decidiamo di provare.
Salina in lontananzaIl mare purtroppo è sempre mosso anche se di un azzurro intenso. L'autostrada non è per nulla trafficata... non c'è praticamente nessuno! Per metà tragitto siamo quasi sempre in galleria. Deve essere stato un lavoro notevole costruire una strada del genere attraverso monti e vallate. Il bello comunque è che il mare è sempre vicino e quando si esce dai tunnel lo si vede spesso.
In un'oretta siamo a Capo d'Orlando. Il paese si presenta con un lunghissimo lungomare. Il paese stesso è molto lungo perché costeggia il mare fino al Capo. Il traffico, come in tutti i paesi che abbiamo incontrato è molto intenso. La spiaggia non è affollatissima perché il mare è mosso però dà l'idea di essere un luogo abbastanza frequentato. Andiamo un po' oltre il paese per vedere se vale la pena fermarci. Appena dopo c'è San Gregorio che è praticamente la continuazione di Capo d'Orlando. La strada è in alto rispetto alla costa che si fa via via più frastagliata e costellata da una serie di belle calette dove il mare sembra anche un po' più tranquillo. Ci piace qui.
Decidiamo di cercare il campeggio segnalato sulla guida e che pare essere l'unico della zona, come ci sarà confermato. Ci mettiamo un po' a trovarlo perché è dalla parte opposta rispetto a dove siamo noi. Bisogna seguire il lungomare in paese fino alla fine della strada. Quando si è obbligati a svoltare a sinistra, si gira e poi si svolta subito a destra e si arriva in fondo ad un'altra lunghissima strada che ad un certo punto costeggia di nuovo il mare. Alla fine di quella c'è il campeggio. Quando siamo arrivati stavano asfaltando per la prima volta quella strada che prima era sterrata. Spiego bene il percorso perché noi non ci raccapezzavamo, anche perché i numerosi cartelli disseminati in paese sembravano farci girare in tondo.
Comunque sia arriviamo al campeggio, dove vorremmo fermarci per 4 giorni. Purtroppo non ci danno il bungalow per meno di una settimana (da sabato a sabato). Il posto però ci piace; è molto tranquillo e bene ombreggiato così decidiamo di montare la tenda. Altra nota positiva: possiamo tenere l'auto vicino alla tenda così non dobbiamo saricare i bagagli.
Possiamo anche scegliere il posto che vogliamo perché non c'è praticamente nessuno... fino alla prossima settimana non c'è nemmeno l'animazione, il che a noi fa solo piacere. Roby osserva attentamente il rato e gli alberi poi sceglie un bel posticino sotto i limoni: il campeggio infatti si trova in un boschetto di limoni, oltre agli immancabili oleandri. Oltretutto i limoni sono maturi e il campeggiatore ci dice che possiamo tranquillamente coglierli.
L'unica nota dolente è che il market non è ancora aperto perché il campeggio è in funzione da pochi giorni e non è ancora arrivato il rifornimento. Anche il ristornate è chiuso fino al weekend anche se c'è almeno il bar che può farci dei panini alla piastra. Questa sera cercheremo un ristorante in paese.
Dopo aver riposato un po' decidiamo di andare in spiaggia. Il cielo è limpido ma il mare non vuole saperne di calmarsi. Usciamo a piedi sulla strada del campeggio. Lì di fronte non c'è spiaggia e il mare è un po' più in basso rispetto alla strada. Più avanti però si apre una spiaggia lunga di ciottolini. Non c'è nessuno. Anche qui, come in tutte le spiagge che abbiamo visto, ci sono un po' di bottiglie di plastica e mozziconi di sigaretta. Non sono molti però l'inciviltà di certa gente non smetterà mai di indignarmi.
Per cena seguiamo le indicazioni di una brochure che abbiamo trovato al campeggio e scegliamo il ristornante La Perla a Naso. La guida dice che cucinano pesce in modo particolare, oltretutto dovrebbe essere a 10 minuti da Capo d'Orlando quindi sembra l'ideale. In realtà 10 minuti servono solo per uscire dal paese e per arrivare ne servono altri 20, comunque ne vale talmente la pena che torniamo anche le sere successive. Per arrivarci si esce dal paese verso Messina e si prende la statale 116 per Naso. Si risale la collina e quando la si supera, sulla discesa si svolta subito a sinistra. Anche il viaggio per arrivare è piacevolissimo perché le Eolio al tramonto sono davvero splendide; il cielo è rosso fuoco e le loro sagome hanno i contorni nettissimi.
Arriviamo alle 8 e 20 ed è chiuso. Amara sorpresa. Stiamo per arrenderci quando Roby decide di suonare il campanello. Ci apre quasi subito lo chef che chiede scusa per aver scordato di aprire la porta. Visto però che siamo solo noi e che si scusa per il fatto che i camerieri si stanno ancora cambiando... deduciamo di essere un po' in anticipo.
I gestori comunque sono gentilissimi; ci fanno accomodare e si fermano a fare due chiacchiere con noi, poi ci illustrano poi le loro specialità. Non c'è menù, solo una lunghissima e fornitissima carta dei vini. Noi non siamo intenditori ma credo che molti la apprezzerebbero.
Iniziamo con una serie di antipasti caldi e freddi davvero ottimi e particolari come il carpaccio di spada alla curcuma, gli arancini al nero di seppia, l'insalata di polpo al limone, degli splendidi bocconcini di coda di rospo e altri ancora.
Come primo gustiamo delle bavette ai gamberi e crema di pistacchi e delle fettuccine con fiori di zucca, gamberi e pomodorini. Le porzioni sono piuttosto abbondanti quindi rinunciamo ad altre portate. Accompagniamo il tutto con un buon vino bianco di cui non ricordo il nome. Il tutto per 57 € che, vista la cena e il servizio non sono per nulla esagerati.
È stata proprio una bella scelta... è solo un po' fuori mano.

 

Venerdì 13 luglio
Sveglia alle 7.30 perché il campeggio è in subbuglio. Sentiamo strani rumori dalla tenda, come se ci fossero dei trattori in azione. Ed è proprio così! Stanno sistemando i cespugli e disinfestando dagli insetti che in effetti ieri sera si sono fatti sentire parecchio. La stagione è all'inizio per loro, anche se io sinceramente pensavo iniziasse ben prima.
il teatro greco a TyndariIl mare sta migliorando anche se è ancora un po' increspato. Il cielo è terso e le Eolie sembravo vicinissime tanto sono nitide. Decidiamo di andare alla villa Romana di Patti. Ne hanno parlato tanto quando è stata scoperta e siamo curiosi di vederla. Percorriamo la statale fino a Brolo su una strada tutta una curva ma con un panorama stupendo, poi entriamo in autostrada e il tratto restante è davvero breve. Prima di prendere l'autostrada andiamo a vedere il lungomare a Brolo perché dalla statale, che è molto più in alto, sembra stupendo. Non è una grande idea perché il paese, come al solito, è trafficatissimo. La spiaggia comunque è molto bella, lunghissima e per niente affollata.
Arrivati a Patti cerchiamo la villa ma al momento non riusciamo a trovarla pur seguendo le indicazioni. Credevamo di trovarla in un luogo distante dal paese come altre zone archeologiche invece è proprio sotto i piloni del viadotto dell'autostrada. In effetti, ripensandoci, è stata trovata proprio costruendo il viadotto. Finalmente arriviamo e... sorpresa... gli scavi sono chiusi per qualche mese per lavori di restauro. Che sfortuna! Pensiamo di tornare indietro ma qui vicino c'è un'altro sito archeologico piuttosto famoso, Tindari, così proseguiamo in direzione Messina sperando di avere più fortuna. La strada è un po' a curve ma il panorama è così bello con le colline a picco sul mare ricche di olivi e oleandri di tutti i colori, che ne vale la pena.
Il sito (Tindarys) è in cima ad una collina dove si trova anche un famoso santuario. Là però non si arriva con la macchina che va lasciata in un parcheggio ai piedi della collina. Il parcheggio ha una tariffa oraria da decidere in anticipo. Il parcheggiatore ci dice che per visitare gli scavi due ore sono sufficienti così lo ascoltiamo e paghiamo 3,50€. Se non si vuole salire a piedi c'è anche la navetta che passa ogni dieci minuti (0,70 a persona andata e ritorno).
lingua di terra entra nella mare vista dall'altoAll'arrivo l'impatto non è dei migliori. Sembra tutto costruito a misura di turista, con tante bancarelle di frutta secca e di souvenir sacri e non. Dopo una breve salita arriviamo nella piazza del santuario dalla quale si gode di un panorama meraviglioso sul mare sottostante.
Proseguendo oltre le bancarelle cala il silenzio sulle case semplici degli abitanti del paese. Arriviamo al sito archeologico. L'ingresso costa 2€ a persona. Si tratta di un teatro romano costruito sul fianco della collina. Ancora oggi viene utilizzato per spettacoli che devono essere davvero suggestivi. Ci sono poi i resti di una basilica e delle terme dove sono ancora visibilii i condotti che portavano il vapore nelle stanze. È davvero uno scenario meraviglioso e tenuto molto bene.
All'1 e mezza torniamo a valle e ci dirigiamo verso il campeggio.
Al pomeriggio ci rilassiamo su una bella spiaggia di ciottolini a San Gregorio. Il mare è ancora un po' torbido ma è caldo e calmo. Inoltre sulla spiaggia, che è libera, c'è persino una doccia d'acqua dolce che si può usare liberamente, il che non è male per togliere il sale dopo un bel bagno.
Dopo uno stupendo tramonto torniamo al ristorante della sera prima. Come antipasto dopo un assaggio di arancini al nero di seppia ci viene servito del cous cous di pesce... è così buono che chiediamo se possiamo tornare la sera dopo e averlo come portata principale.
Questa sera invece il piatto forte è il dentice arrosto. Ci concediamo anche il parfait di mandorle con cioccolato fuso. Con acqua vino e contorno spendiamo 50€.

 

Sabato 14 luglio
Ci svegliamo alle 7.00 con il rumore del trattore. Evidentemente i lavori proseguono anche oggi quindi ci alziamo presto. un grande fico d'India pieno di frutti a TyndariAlle 9 siamo già nella stessa spiaggia di ieri. C'è pochissima gente nonostante sia sabato... anche il campeggio comunque è ancora semi vuoto quind ci godremo un'altra giornata tranquilla.
Oggi il mare è calmissimo e l'acqua abbastanza limpida. Il fondo è ghiaioso e non c'è molto da vedere però l'acqua è calda e piacevolissima. Restiamo fino alle 11.30 poi inizia a far caldo e torniamo al campeggio.
Al pomeriggio torniamo là. Niente di nuovo da segnalare a parte una buonissima granita al limone nella prima pizzeria che si incontra lungo la spiaggia.
Per cena gustiamo del magnifico cous cous di pesce alla Perla che accompagniamo con un vino buonissimo (Mandrarossa Sauvignon). Con un misto di antipasti caldi e il dolce spendiamo ancora 50€ in due. Unico problema del sabato al ristornante è che ci vogliono ben 45 minuti per avere il conto. Dalle 22,30 in poi infatti arriva un fiume di gente da sistemare e nessuno pare avere fretta di mandarci via.
Arrivati al campeggio andiamo dritti a letto. Se non fosse per l'allegra famiglia (genitori, nonni e bambini) che con tutto lo spazio disponibile ha piantato due tende dietro di noi e che arriva all'una di notte come se fosse pieno giorno, sarebbe perfetto.

 

Domenica 15 luglio
Anche oggi sveglia alle 7.00. Non ci sono più i trattori ma solita 'simpatica' famigliola che sta raccogliendo tutto per ripartire.... almeno questa sera non ci saranno più!
Ci alziamo quasi subito e andiamo al bar ma... è chiuso. Strano, sono già le 8.20. Il ragazzo della reception sorridendo dice che il barista non è ancora arrivato. Forse non ha sentito la sveglia. Non lontano avevo notato una pasticceria (La Conchiglia). Facciamo colazione là con un buon caffè e un'ottima, sofficissima brioche (2,80€ in tutto).
una bozza d'acqua salata sulla spiaggiaNon sono ancora le 9 e in spiaggia non c'è quasi nessuno e come al solito si sta benissimo. Io e Roby siamo abbastanza abitudinari, soprattutto quando abbiamo bisogno di rilassarci, perciò scegliamo ancora la solita spiaggia. Il mare oggi è meraviglioso. Calmo e limpidissimo. Con il silenzio del mattino è un incanto.
Anche oggi alle 11.30 il sole inizia a scottare così ce ne andiamo. Non sembra ci sia molta gente nemmeno a quest'ora ma in strada ci sono auto parcheggiate ovunque e altrettante che cercano parcheggio. Si vede che è domenica. Ci fermiamo a prendere un pollo allo spiedo in gastronomia e torniamo a rilassarci al campeggio. All'ombra, sotto i limoni, si sta benissimo perché c'è sempre una leggera brezza che è davvero molto piacevole. Pensate che alle due del pomeriggio si riesce tranquillamente a stare coricati in tenda senza avere caldo.
Vicino a noi nel frattempo sono arrivate due signore francesi con due bambine. Le bimbe sono dolcissime e cercano di chiacchierare con noi. Il mio francese lascia molto a desiderare ma ci provo lo stesso così mi raccontano di casa loro, a Bordeaux, del viaggio in Sicilia e di tutte le belle cose che hanno visto. Ci regalano persino un ornamento di fiori che hanno fatto apposta per noi e ci aiutano raccogliere un po' di limoni che vogliamo portare a casa quando partiamo.
Alle 16 andiamo verso al spiaggia. Quella di Capo d'Orlando è super affollata ma la nostra spiaggetta a San Gregorio è decisamente meglio.
Restiamo un bel po' oggi perché è l'ultimo giorno e vogliamo godercelo fino in fondo. Poi ci sediamo sul muretto davanti al campeggio per ammirare un meraviglioso tramonto sulle Eolie. Per cena una discreta pizza al campeggio e a nanna presto perché domani si parte e il viaggio sarà davvero lungo.

 

Lunedì 16 luglio
Sveglia alle 7.00. Carichiamo tutto in macchina, ci fermiamo in pasticceria a fare colazione e al market a prendere dei panini, facciamo gasolio e alle 8,50 lasciamo Capo d'Orlando, destinazione Sorrento. Vogliamo fare una tappa nel viaggio di ritorno e durante la vacanza abbiamo scelto di tornare a fare una visita alla costa sorrentina dove ci siamo trovati tanto bene qualche anno fa.
Alle 9,50 usciamo dall'autostrada a Messina e dopo un lungo viale trafficatissimo arriviamo all'imbarco dei traghetti per Villa San Giovanni. Alle 10.15 siamo sul traghetto (23€ il biglietto). Tra imbarco, traversata e sbarco passa esattamente un'ora. Sapevo che le due coste sono vicine, ma non mi ero mai resa conto che lo fossero così tanto.
enormi cactus in un giardino a SorrentoAlle 11.20, a pochi metri da dove siamo sbarcati, imbocchiamo la Salerno-Reggio Calabria. Nei primi chilometri tutto va bene tanto che ci illudiamo che il mito di questa autostrada sia un po' esagerato. Il traffico è nullo e la strada a due corsie in buone condizioni. Molto presto però la magia svanisce e fino a Vibo Valentia è un cantiere ininterrotto: strada ad una corsia per senso di marcia con continui cambi tra una carreggiata e l'altra. Il limite di velocità è quasi sempre 50Km all'ora se non meno e a volte non capiamo neanche il perché. Non ci sono più gli splendidi oleandri delle autostrade siciliane ma erbacce ovunque che si mangiano l'asfalto... non è un'esagerazione. Abbiamo visto l'erba che piano piano ha cancellato due corsie che sono state transennate. L'unica fortuna è che non c'è traffico.
Dopo Vibo Valentia migliora. I cantieri ci sono ancora ma molto più intervallati. Verso Salerno però, quando tutto sembra filare liscio, siamo costretti ad uscire dall'autostrada e a proseguire su una statale tortuosa e trafficatissima per una decina di Km. Ci vuole oltre un'ora a percorrerli.
L'unica cosa che posso smentire sulle voci che ho sentito è che non ci sono Autogrill. Ce ne sono molti e bene attrezzati. Le aree di sosta invece, anche queste frequenti, sono vergognose, ricoperte di immondizia e abbandonate.
Il panorama inoltre da queste parti è molto bello e vario perché si continua a salire e scendere dalle colline con cambi frequenti di vegetazione e paesaggio.
Alle 17.00 siamo a Sorrento. Qui il traffico è davvero notevole. Vorremmo cercare un campeggio ma siamo talmente stanchi che torniamo all'hotel dove ci eravamo fermati qualche anno fa. La stanza è bella e ha un bel balcone con vista sul golfo: inoltre possiamo parcheggiare senza difficoltà nel parcheggio interno. Costa molto però (140€ in due per notte e colazione). Prima riposiamo un po' poi faremo due passi in questo luogo che i era piaciuto così tanto.
Per cena ci fermiamo al ristorante Rivage, ai piedi della strada verso il paese. Volevamo tornare alla Fenice dove eravamo già stati, ma il lunedì è chiuso.
Il Rivage non è bellissimo ma per una sera può andare. Per due primi, due insalate e due birre spendiamo 39€ e mangiamo senza infamia e senza lode. Chiediamo un po' di peperoncino per la pasta e ci rispondono che non sanno se c'è. Poi ce lo portano ma è assolutamente insapore. Strano nel posto dove il peperoncino è la cosa più venduta dopo i limoni e suoi derivati.
Nel tornare, a due passi dall'hotel vediamo l'ingresso di un campeggio (Camping Nube d'Argento****). Non ci siamo stati ma dal sito, che ho guardato una volta a casa, può essere un'ottima soluzione. Sembra bello e soprattutto è così vicino al paese che non serve l'auto ... un dettaglio non irrilevante perché parcheggiare a Sorrento è quasi impossibile.

 

Martedì 17 luglio
golfo di NapoliFacciamo un giro a Sorrento, che è un po' meno affollata che alla sera. Scendiamo al mare dove ci sono tanti stabilimenti balneari attrezzati. C'è però anche una spiaggetta libera dove sci corichiamo volentieri e sembra di essere abbastanza lontano dai mille negozi di souvenir che secondo me, rovinano un po' questo luogo. Facciamo anche una passeggiata nel bel parco comunale dove ci sono le scale per scendere al mare. Una volta c'era un bar molto spartano che era, credo, dell'oratorio. Ora è stato sistemato ed è un bar elegante e raffinato. Un po' ci spiace, anche qui il turismo ha avuto la meglio.
Per pranzo due fantastiche pizze, birra, limoncello e caffè per 28€.
Nel pomeriggio ci mescoliamo ai turisti in cerca di qualche ricordo per i nipotini però più ci penso meno questo paese mi piace. Ormai sembra una Disneyland del limoncello con una splendida vista sul mare. Ci sono più americani che italiani e tutti, dico tutti i cartelli esposti nei negozi sono scritti in inglese. L'albergatore ci dice che fino a giugno non se ne vedono poi arrivano a frotte e d'estate la costa sorrentina è praticamente loro.
Ci consola il clima, caldo ma ventilato, molto meglio dei 38° con il 95% di umidità che ci stanno aspettando a Cremona.
A cena, cercando ancora di ripercorrere vecchi ricordi torniamo alla Fenice a gustare un'ottima spigola al limone con Falanghina. Con il dolce (1 delizia al limone e un babà) spendiamo 70€. Un po' caro rispetto alla Sicilia, anche se il pesce è molto buono.

 

Mercoledì 18 luglio È il giorno del rientro. Alle 7.00 il golfo è avvolto da un manto di foschia. Alle 8.00 si parte. C'è già traffico. Da Castellammare a Napoli andiamo letteralmente a passo d'uomo per i lavori di costruzione della terza corsia. Poi si va benissimo e alle 16.30 siamo a casa.

La vacanza è stata bellissima. Unica nota dolente è Sorrento: la ricordavo diversa. Forse negli anni sono cambiata un po' io però tutta quella gente e i troppi negozi di souvenir tutti uguali mi hanno dato l'impressione di una cittadina finta, sacrificata in nome di un turismo esagerato. A perderci è la splendida vista sul golfo, un mare bellissimo e una vegetazione lussureggiante.

 

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