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Dove volano gli uccelli


copertina del libro

Racconto di un anno in Mongolia

di Louisa Waugh

L'autrice racconta la sua esperienza di vita a Tsengel, un piccolo villaggio della Mongolia occidentale, perduto tra le montagne. Lassù la vita è molto dura e scandita dal ritmo di una natura implacabile e ostile. I lunghi inverni gelidi rendono difficili anche le azioni più semplici mentre le estati sono brevissime e bastano appena a preparare il necessario per affrontare un nuovo inverno. Nonostante questo, la lunga permanenza a Tsengel dà a Louisa un'importante lezione di vita permettendole di conoscere persone che vivono in un mondo tanto lontano dal nostro e che, nonostante le indicibili difficoltà, non desiderano di essere altrove.


Un libro davvero emozionante, edito da Feltrinelli traveller, che ci fa capire quanto poco serva per vivere felici e quanto la bellezza di ogni attimo vada ben oltre gli oggetti di cui ammiamo circondarci.

Così inizia la storia:
"Il termine tsengel significa 'felicità'. In verità sembra un nome bizzarro, quasi una presa in giro, riferito al luogo in cui ho abitato: un villaggio privo di corrente elettrica, battuto dal vento, dove la morte e la vita erano così dure, crudeli e incombenti. Il massacro del bestiame in inverno, per permettere agli abitanti del villaggio di sopravvivere fino alla primavera, è l'esempio più chiaro di come la gente viva a contatto con la morte nelle steppe aride dell'Asia centrale. Ma a Tsengel vivere, e soprattutto morire, è qualcosa che va ben oltre le carcasse degli animali prodotte dall'annuale carneficina..."
 
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